Falso amore, “Le Iene” nel mirino per il suicidio del 64enne a Forlimpopoli

Nell’occhio del ciclone adesso rischia di finire la trasmissione televisiva di Italia Uno “Le iene” e, con lei, chi ha pubblicato messaggi sui social contro il 64enne che poi si è ucciso ingerendo farmaci nella notte tra sabato e domenica, dopo essere finito al centro dell’attenzione perchè protagonista di un falso amore sul web che aveva portato al suicidio di un 24enne. Servizio poi ripreso il giorno successivo dalle testate locali. Gli avvocati Pier Paolo Benini e Antonino Lanza, che hanno tutelato l’uomo nel procedimento legato al suicidio di Daniele, incontreranno i familiari del pensionato per valutare come procedere, se cioè chiedere alla Procura di indagare per istigazione al suicidio. «Il mio assistito ha subito un comportamento gravissimo – aveva detto l’avvocato Benini – aspetto di sapere le decisioni della famiglia su come procedere e anche la Procura dovrebbe attivarsi contro la trasmissione e chi ha scritto sui social». Proprio ieri l’avvocato Benini avrebbe dovuto ricevere la visita del suo assistito anche per parlare di alcuni messaggi che sarebbero apparsi a Forlimpopoli contro il 64enne. «Frasi visibili da tutti in paese» ha detto Benini. Roberto avrebbe detto all’avvocato di essersi già rivolto ai Carabinieri, ma su questo non ci sono conferme, forse era solo un’intenzione che non si era ancora concretizzata.


Le reazioni

Una storia che si porta dietro due vittime, prima il 24enne Daniele che si è tolto la vita dopo aver capito che quella che credeva una grande storia d’amore con Irene non esisteva, perché non c’era nessuna Irene, ma solo Roberto che si era finto donna per far innamorare il 24enne e chiedere sue foto senza vestiti; poi il 64enne, schiacciato dal peso della gogna mediatica dopo quel servizio delle “Iene”, trasmissione alla quale si era rivolta la famiglia di Daniele, anche per segnalare come la Procura di Forlì avesse chiesto l’archiviazione per il reato di morte in conseguenza di altro reato, mentre per sostituzione di persona (avendo Roberto preso delle foto da spedire a Daniele di una modella realmente esistente) era stato emesso un decreto di condanna di 825 euro. La famiglia del giovane aveva presentato opposizione all’archiviazione tramite l’avvocato Sabrina Mancini. Come tutte le storie controverse il mondo del web si è subito spaccato. Intanto sulla questione è intervenuta Vladimir Luxuria, attivista, scrittrice, personaggio televisivo, opinionista, direttrice artistica, attrice: «Se Roberto non avesse represso la sua transessualità – ha scritto su Twitter – forse non si sarebbe messo sulle chat con una falsa identità femminile a ingannare e indurre al suicidio un povero ragazzo di soli 24 anni per poi uccidersi a sua volta. La repressione genera mostri». Altri utenti se la prendono con la trasmissione delle “Iene”: «il programma ha innescato un altro suicidio. Andrebbe chiuso» è uno dei tanti commenti. Su facebook, intanto, è comparsa anche una pagina intitolata “In memoria di Roberto….”: «Speriamo che le persone che amano Roberto troveranno conforto nel visitare il suo profilo per ricordare lui e la sua vita». Una striscia di dolore che dal settembre 2021, quando Daniele decise di togliersi la vita, si rinnova ora con la scelta di Roberto di uccidersi per scacciare i commenti negativi e il sentirsi giudicato.

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