L’audizione in commissione Territorio e Ambiente della Regione Emilia-Romagna sul quadruplicamento della ferrovia Bologna-Castel Bolognese lascia insoddisfatto il Coordinamento dei comitati, che ora preparerà una relazione. Un documento “che analizzerà e replicherà punto per punto le affermazioni emerse durante l’audizione regionale, con dati, argomentazioni e riferimenti tecnici verificabili” e che sarà trasmesso alle istituzioni e agli organismi di controllo. I comitati, infatti, si chiedono se i “decisori politici regionali e nazionali stanno ricevendo tutte le informazioni necessarie per valutare correttamente le alternative disponibili”, o se la scelta del quadruplicamento sia “già stata assunta e le possibili soluzioni tecnologiche vengono sistematicamente sottovalutate o escluse dal confronto”. Durante l’audizione, racconta il coordinamento, gli esperti Pietro Spirito, Giuseppe Alfonso Cassino e Marco Spinedi “hanno illustrato una serie di criticità tecniche ed economiche che meritavano una risposta nel merito e non una semplice difesa d’ufficio del progetto”.
In particolare costi, numero di treni merci “estremamente limitato” rispetto all’investimento e agli obiettivi di trasferimento del traffico dalla gomma al ferro. Il coordinamento torna poi sulla tecnologia Ertms “presentata da Rfi come il presente e il futuro dello sviluppo ferroviario europeo” ma “ridimensionata” quando si parla di questo quadruplicamento, “mentre il progetto del nuovo viadotto continua ad essere presentato come l’unica soluzione”.
Se Rfi “sta autonomamente minimizzando le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dovrà assumersene la responsabilità. Se invece sta eseguendo un indirizzo politico già definito, sarà la politica a dover spiegare ai cittadini perché si preferisce un’opera da 3,6 miliardi a soluzioni meno costose, più rapide e meno impattanti”, conclude il coordinamento.