Un operaio di 42 anni, Oleksandr Horberts, ha perso la vita ieri mattina in un grave incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere edile di via Pana 34. L’uomo è stato travolto da un carico di materiale precipitato da una gru. L’allarme è scattato poco prima delle 11.30, facendo partire l’intervento dei soccorritori. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il carico si sarebbe sganciato durante le operazioni di movimentazione, cadendo improvvisamente e investendo l’operaio. Per il 42enne non c’è stato purtroppo nulla da fare.
Nell’incidente è rimasto coinvolto anche un secondo lavoratore, un uomo di 55 anni, colpito a sua volta dal materiale ma solo in maniera parziale. Le sue condizioni non sarebbero gravi: soccorso dal personale sanitario subito precipitatosi sul posto, è stato poi trasportato all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna per gli accertamenti e le cure del caso. Un altro operaio avrebbe riportato ferite lievi.
Sul posto, insieme ai mezzi di soccorso, sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e gli operatori della Medicina del lavoro. Gli accertamenti si concentreranno sulla dinamica dell’incidente e sulle condizioni di sicurezza presenti all’interno del cantiere.
Il pubblico ministero di turno, Raffaele Belvederi, informato dell’accaduto, ha disposto il sequestro dell’area del cantiere, che sarà sottoposta alle verifiche di legge già avviate ieri.
Immediata la reazione dei sindacati, che in una nota firmata congiuntamente da Feneal UIl, Filca Cisl e Fillea Cgil annunciano la proclamazione di due ore di sciopero «come risposta concreta del mondo del lavoro a quanto accaduto». Le modalità, la data e l’articolazione dello sciopero sono ancora da definire. Intanto, però, la rabbia è grande per l’ennesima morte bianca: «Non possiamo continuare a contare i morti - affermano le organizzazioni sindacali -. Non possiamo accettare che si possa uscire di casa per lavorare senza avere la certezza di tornarvi. Non possiamo abituarci a questa strage. Ogni lavoratore morto sul lavoro è una persona, una famiglia distrutta, dei colleghi che assistono all’ennesima tragedia. E ogni volta sembra ripetersi lo stesso copione: il cordoglio, l’indignazione, le dichiarazioni. Poi, dopo pochi giorni, tutto torna come prima fino al prossimo morto. Noi diciamo basta». Mentre lo sciopero, promettono ancora i sindacati, «sarà un momento di protesta, ma anche una richiesta precisa alle istituzioni, alle imprese e all’intero sistema produttivo: la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono negoziabili».