Continuano i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Faenza per contrastare i reati contro il patrimonio. Un’attività di prevenzione e repressione che, tra il 23 e il 24 luglio, ha portato i militari delle Stazioni locali a chiudere tre indagini sul fronte delle frodi informatiche, facendo scattare la denuncia a piede libero nei confronti di altrettante persone. Il copione, purtroppo, è quello tristemente noto degli inganni sul web, declinato però in tre modalità differenti: dalla falsa promessa di ottenere la patente senza sforzo, fino alla vendita “fantasma” di materiale da riscaldamento e ricambi per mezzi agricoli.
Patenti facili, pellet e pneumatici mai arrivati: smascherate tre truffe online nel Faentino
La patente “senza esami”
Il primo episodio è stato ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Granarolo Faentino. A finire nei guai è stato un 56enne di origine marocchina, residente nella provincia di Varese. L’uomo aveva pubblicato sui canali social un annuncio a dir poco allettante: la possibilità di conseguire la patente di guida senza dover sostenere alcun esame teorico o pratico. Una vittima ci è caduta, accreditandogli la cifra di 995 euro prima di rendersi conto del raggiro e far scattare gli accertamenti.
Il falso pellet a Brisighella
A Fognano, invece, le indagini dell’Arma hanno fatto luce su una classica truffa d’acquisto online. Un 30enne residente in Campania ha simulato la vendita di una partita di bancali di pellet, riuscendo a raggirare un uomo di Brisighella. Quest’ultimo ha versato tramite bonifico bancario 462 euro, attendendo invano una consegna che non è mai avvenuta.
Pneumatici da trattore mai spediti
L’ultimo caso arriva infine da Casola Valsenio. I carabinieri della Stazione locale hanno denunciato un 46enne di origini brasiliane, residente nel Pavese. L’uomo è accusato di aver incassato, lo scorso marzo, circa 1.000 euro da un’azienda agricola della zona per la fornitura di pneumatici da trattore. Incassato il denaro, del venditore e delle gomme si sono perse le tracce. I tre presunti responsabili sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica.