Entrata nell’ospedale di Forlì per una biopsia polmonare, è morta la sera stessa. Un decesso che nessuno si aspettava; in primis i medici del “Morgagni-Pierantoni” che l’avevano sottoposta all’intervento per un sospetto nodulo sul quale occorreva indagare. E naturalmente lo choc ha travolto anche i familiari della vittima - marito, figlia e fratello di una donna faentina di 62 anni - che fino al 22 settembre scorso l’avevano vista sorridente e apparentemente in salute. Il loro esposto ha portato all’apertura di un fascicolo per omicidio colposo al momento ancora senza persone iscritte nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi ha ritenuto prioritario mettere sotto sequestro la salma e affidare al medico legale Donatella Fedeli l’autopsia per risalire con esattezza alle cause della morte.
Forlì, va all’ospedale per una biopsia, muore 62enne faentina
Visite di routine
Nella denuncia presentata dall’avvocato Giovanni Battista Emaldi, legale dei parenti della donna, vengono sintetizzati i passaggi salienti di una giornata come tante, trasformatasi in un incubo. La signora era seguita dall’Irst di Meldola e si sottoponeva a visite periodiche dal 2025 per via di una sospetta massa polmonare. Le sue condizioni di salute erano tuttavia buone, anche alla luce di un piano di monitoraggio in una specie di day hospital aperto che le consentiva da inizio anno di accedere ai vari accertamenti. Quello dello scorso mese era uno di questi.
Le ultime ore
Quel giorno fu il marito ad accompagnarla al reparto di Pneumologia del nosocomio forlivese. Sapevano che il “prelievo biotico in regime di day hospital” presentava dei profili di rischio. Ma nulla a che vedere con il pericolo di non uscire viva dalla sala operatoria.
Alle 9.30 fu sottoposta alla biopsia, per poi essere trasferita in sala di osservazione. Fu lei stessa, conclusa l’operazione, a contattare il marito telefonicamente spiegando come raggiungerla. Lui, giunto accanto al suo letto, sarebbe stato il primo a notare che qualcosa era andato storto. Vide la moglie colpita inizialmente da una profusa sudorazione; non ci pensò due volte a dare l’allarme quando lei perse conoscenza iniziando a espellere sangue dalla bocca.
Le ore successive scandirono il conto alla rovescia verso la fine; un primo arresto cardiaco, con il trasferimento d’urgenza in Rianimazione, poi gli esami, due tac, un drenaggio e la corsa in sala operatoria per fermare l’emorragia in corso.
Giunta la sera non c’era ormai più nulla da fare. Verso le 22.30 i medici chiamarono la figlia e il marito per comunicare che le speranze erano minime. Mezzora più tardi, fu dichiarato il decesso.
L’autopsia
Stando alle prime ipotesi pare che la causa della morte sia dovuta a una lacerazione provocata durante la biopsia. Sarà però l’esame del corpo a fare chiarezza su quanto accaduto.
I familiari della donna si sono ora affidati al medico legale Matteo Tudini, incaricato di eseguire le operazioni affiancando la consulente della Procura. La relazione, affidata il mese scorso, dovrebbe essere depositata il mese prossimo. Nel frattempo sono state acquisite cartelle cliniche, sospendendo per alcune settimane la tumulazione. Il tempo della sepoltura è infine arrivato la settimana scorsa. Quello della giustizia, invece, potrebbe portare a breve ai primi avvisi di garanzia.