Faenza, vendemmia 2026 controlli dei Nas, sporcizia, deiezioni e vino irregolare: tre attività sospese, 15mila litri sequestrati

Faenza
  • 29 ottobre 2026

Muffe sui muri a ridosso delle botti, deiezioni di animali, centinaia di chili di uva decomposta, ma anche cucine abusive per la ristorazione non autorizzata e vini con etichette fuorvianti. È il bilancio dei controlli coordinati dai militari del Nas di Bologna nell’ambito delle verifiche annuali sulla filiera vitivinicola e sulle attività di vinificazione sul territorio. L’operazione, condotta in stretta sinergia con i funzionari dell’I.C.Q.R.F. (Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) Emilia-Romagna e Marche, ha passato al setaccio circa venti strutture tra enoteche, aziende agricole, cantine e stabilimenti enologici tra il Faentino, la Bassa Romagna e il Bolognese.

Locali abusivi e carenze igieniche

Le ispezioni hanno portato alla luce gravi criticità sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza. In diverse cantine i militari hanno accertato la presenza di sporcizia stratificata, polvere, ragnatele e diffuse muffe nere vicino ai vasi vinari, oltre a deiezioni di roditori, gatti e scarafaggi. In alcuni casi sono state trovate persino uve stoccate dalle precedenti campagne vendemmiali ormai in avanzato stato di decomposizione.

A questo si aggiunge la scoperta di sale degustazione, laboratori e cucine allestiti abusivamente per somministrare pasti caldi, salumi e formaggi agli avventori senza alcuna notifica sanitaria o piano di autocontrollo HACCP. Riscontrate irregolarità anche nella gestione dei prodotti fitosanitari, lasciati in armadietti non chiusi a chiave o in aree aperte accessibili al pubblico, in totale assenza di dispositivi di protezione individuali.

Sequestri e sanzioni

I controlli si sono concentrati anche sulla trasparenza verso i consumatori. Sono state contestate difformità sull’indicazione dei vitigni e marchi ingannevoli capaci di evocare indebitamente denominazioni protette (DOP) anche su vini generici, oltre alla mancata corrispondenza tra le giacenze contabili nel registro telematico SIAN e le masse vinose fisicamente presenti in cantina.

Il bilancio complessivo dell’operazione ha portato a 3 attività sospese o chiuse per carenza dei requisiti igienico-sanitari e assenza di autorizzazioni. Inoltre 15.000 litri di masse vinose, mosti e vino in bottiglia sono stati sequestrati (per un valore di circa 110.000 euro) poiché non riconciliati o non conformi all’etichettatura. Rilevati anche 140 litri di liquori ad alta gradazione autoprodotti e imbottigliati abusivamente per infusione e 1.200 kg di alimenti sequestrati (valore circa 10.000 euro), tra confetture e conserve autoprodotte senza valutazione dei rischi, uva deteriorata e pasta con etichette irregolari. Sono state elevate 15 sanzioni amministrative elevate per un importo complessivo di 25.000 euro.

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