FAENZA. A seguito di indagini patrimoniali, i finanzieri della Compagnia di Faenza, con il supporto dell’omologo reparto dell’Arma dei Carabinieri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Ravenna, dei beni appartenenti a un soggetto faentino indagato per reati in materia di traffico di sostanze stupefacenti.
Le indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno tratto spunto proprio da un’operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Faenza, che avevano tratto in arresto nell’aprile del 2025 il medesimo soggetto in “flagranza di reato”, rinvenendo e subito sequestrando circa 20.000 euro in contanti. Successivamente, gli approfondimenti investigativi condotti avevano consentito di documentare dettagliatamente numerosi episodi di cessione di sostanze stupefacenti, facendo scattare anche la custodia cautelare in carcere dello spacciatore, che non aveva interrotto le sue condotte illecite.
Nel frattempo, la Guardia di finanza di Faenza ha proceduto all’avvio di indagini orientate a individuare l’origine delle risorse finanziarie attraverso le quali il citato spacciatore era riuscito ad acquisire un rilevante complesso immobiliare - composto anche da un fabbricato adibito ad uso agriturismo - con relativi terreni agricoli e piscina: tutto ciò, mediante l’accensione di finanziamenti bancari apparentemente non sostenibili se paragonati agli esigui redditi dichiarati ai fini delle imposte.
Ed infatti, acquisita la copiosa documentazione dei contratti di mutuo e degli atti negoziali, la successiva analisi dei flussi finanziari svolta dai finanzieri e interpretata alla luce delle risultanze delle attività investigative effettuate in materia di stupefacenti dai Carabinieri, hanno consentito di rilevare un’ingente disponibilità di denaro contante in capo all’indagato, nonché cospicue movimentazioni sui conti correnti, grazie alle quali lo stesso riusciva a pagare regolarmente le rate dei mutui. Non solo: sempre attraverso del contante non giustificato, il soggetto aveva acquisito, mediante l’interposizione di altro familiare, anche una Porsche Carrera S, anch’essa sottoposta pertanto a sequestro.
In ragione di tali evidenze, l’Autorità Giudiziaria ha ravvisato la sussistenza di una sproporzione tale, tra patrimonio detenuto e capacità reddituale dichiarata, da determinarne il sequestro per un valore di circa 300.000 euro.
Le informazioni acquisite con gli accertamenti bancari, inoltre, sono state valorizzate anche sul versante fiscale, pervenendo alla constatazione anche delle basi imponibili non dichiarate al Fisco nell’esercizio dell’attività di agriturismo.
L’attività di servizio è stata svolta in stretta sinergia dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri con il coordinamento della Procura della Repubblica di Ravenna.