Faenza: sequestrata la villa a un indagato per traffico di stupefacenti

Faenza
  • 23 febbraio 2026

Sproporzione tra reddito e patrimonio: la Finanza a Faenza sequestra una villa da mezzo milione di euro. Il provvedimento, eseguito nei confronti di un uomo di nazionalità albanese indagato per traffico di sostanze stupefacenti, costituisce l’esito di complessi accertamenti economico-patrimoniali coordinati dalla Procura della Repubblica di Ravenna ed eseguiti dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Faenza.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe accumulato nel tempo ingenti risorse finanziarie, incompatibili con i redditi dichiarati, che gli avrebbero consentito di acquistare l’immobile ora sottoposto a sequestro.

La ricostruzione operata dai finanzieri, anche mediante l’analisi dei conti correnti del nucleo familiare dell’indagato, ha evidenziato un’anomala gestione delle risorse finanziarie. Infatti, è emerso che, le spese legate all’ordinario sostentamento di una famiglia quali, ad esempio, l’acquisto di generi alimentari e l’acquisto di capi di abbigliamento, erano del tutto minime, così come è stata rilevata la quasi totale assenza di prelievi di denaro contante e di addebiti per l’acquisto di carburante. Grazie poi all’incrocio delle informazioni acquisite nel corso delle indagini, in relazione all’attività illecite poste in essere, è stato possibile rilevare che la provvista di denaro accumulato sui rapporti bancari, in forza dei redditi di lavoro dipendente che percepiva, era resa possibile dalle ingenti disponibilità di denaro contante riconducibili ai traffici illeciti per il quale era indagato.

Dalla complessa ricostruzione del profilo economico-finanziario dell’intero nucleo familiare, pertanto, è stato possibile rilevare che lo stesso era incompatibile con gli investimenti patrimoniali e, in particolare, con il recente acquisto di un immobile di pregio.

L’esecuzione del sequestro disposto dalla locale Autorità Giudiziaria, infatti, è una misura che consente di aggredire beni ritenuti di origine illecita quando risultino sproporzionati rispetto alla capacità reddituale dichiarata.

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