Faenza, “Rinascita”: il grande murale di Alice Lotti verso un museo diffuso a cielo aperto

Faenza
  • 08 agosto 2026

L’artista visiva e illustratrice Alice Lotti ha completato l’opera murale “Rinascita” sulla facciata della casa studio della ceramista Lidia Carlini, in via della Croce 35 a Faenza. L’intervento rientra nel programma di “Impronte di Solidarietà”, la rassegna di arte urbana curata dall’associazione Distretto A per rielaborare la memoria dell’alluvione del maggio 2023 e strutturare un museo diffuso a cielo aperto tra i comuni di Faenza, Modigliana e Tredozio.

Nata a Torino nel 1985, Alice Lotti sviluppa una ricerca espressiva che spazia tra arte pubblica, illustrazione editoriale, installazioni site-specific e progetti di comunicazione visiva. Il suo linguaggio sintetico e simbolico impiega il segno e il colore per indagare le relazioni tra individuo, identità e paesaggio, affiancando la produzione da studio e la didattica a una continuità di interventi murali e residenze artistiche realizzate con enti culturali e amministrazioni locali.

La curatela dell’iniziativa è affidata all’architetto Bianca Maria Canepa, attiva da oltre quindici anni nello studio dell’arte muraria come dispositivo di lettura e trasformazione dello spazio pubblico a Faenza. Nel corso del suo lavoro con il Distretto A, a partire dai primi bandi dell’Urban Art Contest del 2010 — che hanno portato in città opere quali “Musa” di Etnik e “Il Cuoco” dell’artista portoghese Eime —, Canepa ha coordinato diversi interventi d’arte urbana sul territorio, tra cui le recenti realizzazioni di Igor Scalisi Palminteri, della messicana KinMx e di Coquelicot Mafille per l’associazione SOS Donna.

Sul valore dell’opera è intervenuto il sindaco Massimo Isola: «L’intervento di Alice Lotti s’inserisce in un percorso lungo il quale si snodano i linguaggi del contemporaneo, confermando come l’arte urbana possa farsi strumento anche di rielaborazione collettiva e di lettura del paesaggio urbano. Questa nuova opera si aggiunge alle altre realizzazioni murarie che, grazie al lavoro portato avanti da anni da Bianca Maria Canepa, vedono grandi interpreti di un’arte per nulla minore arricchire la città. Interventi che valorizzano Faenza, sempre più città creativa Unesco, e le sue periferie, abbattendo le barriere dei luoghi espositivi tradizionali e trasformando il territorio in un museo permanente a cielo aperto».

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