Faenza, per il rincaro delle materie prime slittano i lavori alla stazione

Faenza

L’aumento dei prezzi delle materie prime getta un’ombra sinistra sull’avvio dei cantieri per i numerosi progetti annunciati dall’amministrazione nel corso degli ultimi mesi.
Tra i primi interventi a farne le spese c’è la rigenerazione della stazione ferroviaria: nello scorso autunno era stato detto che i lavori sarebbero stati avviati all’inizio del 2022, ma ora la situazione è radicalmente cambiata. In che modo lo spiega l’assessora ai Lavori pubblici Milena Barzaglia.

«Ci siamo prefissati di partire in estate – afferma – ma questo è un momento molto complesso per l’apertura di cantieri. Come Comune avevamo già avviato un’operazione per consentire la manifestazione di interesse alle aziende, ma la questione relativa alle materie prime è estremamente impattante e il rischio è di penalizzare economicamente sia le ditte che la municipalità».
Il progetto, dal valore complessivo di poco inferiore ai 2 milioni e 300mila euro, prevede l’avvio di due cantieri in contemporanea: il primo servirà a realizzare il nuovo sottopasso da via Filanda Nuova, il secondo a rinnovare e riqualificare l’area della stazione.

Si tratta di interventi legati a cofinanziamenti provenienti dalla Regione, che ha messo a disposizione del Comune più della metà dell’investimento economico necessario. Ma per le aziende costruttrici in questa fase di crisi potrebbe non essere un affare partecipare ai bandi, anzi.
«Le aste potrebbero anche andare deserte – avverte Barzaglia –. Se non ci saranno concreti interventi strutturali questa situazione potrebbe trasformarsi in un controsenso rispetto al Pnrr e altre forme di finanziamento per i Comuni: ci sono le condizioni per fare partire i cantieri, ma forse non conviene farlo».

Al futuro della stazione ferroviaria faentina è strettamente legato anche il destino dello scalo merci: al suo posto un domani dovrebbe sorgere una porzione del percorso ciclopedonale verde che è previsto dal progetto di rigenerazione, ma intanto lo scalo merci manfredo è riuscito a mantenere la propria operatività.
La questione è sul tavolo del vicesindaco del Comune di Faenza, Andrea Fabbri, che in proposito ha avviato uno specifico confronto con le imprese, le rappresentanze locali delle associazioni di categoria e la Regione Emilia Romagna.
Realizzarne uno nuovo?
«Prima eravamo su un binario morto, ora c’è dialogo – spiega Fabbri –. L’attuale scalo merci per ora rimane, ma così com’è non sarà sostenibile a lungo e prima o poi chiuderà. L’alternativa è realizzarne uno nuovo: entro la fine di quest’anno dovremo capire dal confronto con Regione Emilia Romagna e Rfi se sarà possibile farlo. Di certo la nuova situazione globale ha portato a nuove necessità e consapevolezze e il trasporto su ferro è cresciuto tantissimo. La Regione stessa ha risposto positivamente alla richiesta nostra e delle associazioni di categoria di aprire un tavolo di confronto».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui