Faenza, la Chiusa di Errano liberata dai detriti e dal legname trasportati dalle piene

Faenza
  • 13 febbraio 2026

Il fiume Lamone torna a respirare nel tratto della Chiusa di Errano. Si sono infatti conclusi i delicati interventi di messa in sicurezza e pulizia dell’area, un’operazione strategica per la tutela del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico. I lavori hanno permesso di rimuovere l’imponente accumulo di materiale vegetale - tronchi, rami e legname di grosse dimensioni - trasportato a valle dalle forti piene che hanno caratterizzato la fine dello scorso anno.

Operazione tra terra e acqua

Il coordinamento tecnico è stato affidato al servizio Infrastrutture dell’Unione della Romagna Faentina (settore Lavori pubblici), che ha incaricato una ditta specializzata per lo sgombero meccanico dei detriti. Tuttavia, la conformazione della chiusa e la violenza dei depositi hanno richiesto un approccio multidisciplinare.

L’elemento chiave per la riuscita dell’intervento è stato il supporto del Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco. Data la profondità del bacino in alcuni punti e l’incastro dei tronchi nelle strutture sommerse della chiusa, i mezzi meccanici operanti dalla sponda non sarebbero stati sufficienti. Gli specialisti subacquei sono scesi in alveo per imbragare e liberare i detriti rimasti bloccati nelle zone d’ombra, fuori dalla portata dei bracci meccanici, garantendo così una pulizia profonda e strutturale.

Ripristinato il guado

Oltre al corpo principale della chiusa, le squadre hanno esteso le operazioni al guado situato immediatamente a valle. La zona era stata pesantemente ostruita dalla massa di legname, creando un pericoloso effetto diga che avrebbe potuto compromettere la tenuta degli argini in caso di nuovi eventi meteorologici avversi. Con la rimozione dei detriti, è stato ripristinato il corretto deflusso delle acque e la piena fruibilità dell’area per le attività di monitoraggio.

Il prossimo step

L’intervento non può dirsi concluso al 100%, ma il grosso del pericolo è stato scongiurato. Resta infatti una piccola porzione di detriti ancora presente in una zona specifica dell’alveo. L’Amministrazione ha già fatto sapere che la rimozione definitiva avverrà non appena il livello idrometrico del fiume calerà ulteriormente, perWmettendo agli operai di agire in totale sicurezza senza i rischi legati alla corrente attuale.

L’intervento di Errano si inserisce in un piano più ampio di presidio costante dei corsi d’acqua romagnoli, un tema quanto mai attuale e prioritario per la sicurezza delle comunità locali. M.S.

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