Faenza, ecco l’Energy Park: fotovoltaico e piante per l’energia del futuro

Faenza
  • 31 marzo 2026

Sarà pronto entro l’estate l’Energy Park di Faenza, un impianto agrivoltaico da 22.296 pannelli bifacciali e rialzati tre metri da terra e che quindi permettono l’attività agricola. Avrà una potenza di 14 MWp e si prevede una produzione di energia elettrica di circa 21 GWh all’anno, pari al fabbisogno di 24.000 persone, evitando al contempo l’emissione di 9.660 tonnellate all’anno di CO2, pari a quella generata da 5.800 auto a benzina. Non mancherà un nuovo polmone verde di 15 ettari con 26.000 piante per aumentare il tasso di biodiversità e favorire attività ricreative, sociali e sportive.

L’Energy Park, presentato stamane con una conferenza stampa nasce da un percorso di collaborazione tra Comune di Faenza, Unione della Romagna Faentina, Società Agricola Le Cicogne, Fondazione del Monte Faenza, Crédit Agricole Italia, Gruppo Hera, Studio Lbla e Università di Bologna. Oltre alla produzione di energia e al risparmio di terreno per l’agricoltura, il parco faentino, si legge in una nota, “pone particolare attenzione al tema del recupero della biodiversità, intesa come la varietà di specie animali e vegetali presenti, fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi, e oggi fortemente compromessa dall’uomo”. Insieme al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna sono infatti state condotte indagini per censire le specie presenti sul sito ed è stato studiato come recuperare la biodiversità originaria con la rinaturalizzazione dell’area. Un piano di monitoraggio permetterà di misurare e quantificare, rispetto al contesto agrario di oggi, l’accrescimento di biodiversità nei prossimi anni Il bosco urbano sarà vicino alla città e avrà macchie arboree compatte, fasce di arbusti, radure e filari (oltre 26.000 piante).

Sui circa 9 ettari totali, 1,5 ettari saranno piantumati col metodo di rimboschimento del botanico giapponese Akira Miyawaki, tecnica per accelerare la crescita di foreste autoctone in ambienti urbani. Quattro ettari di Urban Forest saranno accessibili alle persone, con spazi aperti e percorsi bianchi e in terra battuta che favoriranno la mobilità dolce, a piedi o in bicicletta. Per il sindaco Massimo Isola, l’Energy Park è “uno dei tasselli nel percorso di innovazione e sostenibilità che stiamo portando avanti in città”, il progetto “non si limita a integrare energie rinnovabili e agricoltura, ma ridefinisce il rapporto tra ambiente urbano e produzione agricola, dimostrando che l’innovazione tecnologica può e deve essere il motore per una nuova qualità della vita verso il territorio e le nuove generazioni”. Si tratta, aggiunge Enrico Piraccini, responsabile Innovazione e Scouting Energie Rinnovabili di Hera, di “ un’infrastruttura innovativa che coniuga la tutela della biodiversità animale e vegetale, con la produzione di energia rinnovabile e la produzione di cibo. L’Energy Park è costituito da due componenti: un impianto agrivoltaico, che ridurrà la dipendenza energetica, e da una grande area verde, detta Urban Forest.

Quello di Faenza è il primo di una serie di Energy Park che il Gruppo Hera realizzerà e che riteniamo porteranno ad una crescita del livello di qualità delle nostre città”. Per la Fondazione del Monte di Faenza, commenta il presidente, Omar Montanari, “contribuire all’evoluzione di questo percorso significa dare continuità a un impegno concreto verso la comunità faentina”.

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