Faenza, cooperative sociali romagnole in assemblea

Faenza
  • 29 marzo 2026

Quasi 5.500 lavoratrici e lavoratori, più di 6.400 socie e soci in 45 cooperative aderenti, una miriade di attività di cura e assistenza rivolte a cittadini e persone di ogni genere: minori, giovani, disabili, anziani, donne e famiglie, persone affette da gravi patologie o in stato di disagio sociale.

Sono le cooperative sociali associate a Legacoop Romagna, che lunedì 30 marzo alle ore 9,30 si riuniscono a Faenza, nella sede della cooperativa Zerocerchio, in via delle Ceramiche 43, per l’assemblea annuale di settore.

Strutture residenziali, diurni e domiciliari, scuole di ogni ordine e grado, luoghi di ritrovo, centri di accoglienza per i migranti, servizi ambientali: non c’è ambito in cui non operino le cooperative sociali di tipo A (ovvero che offrono servizi socio-educativi) e di tipo B (per l’inclusione lavorativa dei soggetti più fragili). Ma i bisogni mutano e si rinnovano, a causa di fenomeni difficili da governare, come l’invecchiamento drastico della popolazione (il cosiddetto “inverno demografico”) e la necessità di trovare nuove forme di convivenza multiculturale.

Una situazione sempre più complessa, che deve fare i conti con un calo progressivo delle risorse pubbliche e una carenza, ormai cronica, di personale.

Come affrontare i cambiamenti sociali? Come rinnovare la relazione con le Istituzioni? Questo il tema da cui partiranno le responsabili di settore, Elisabetta Cavalazzi e Simona Benedetti, per introdurre la giornata. Gli interventi delle cooperative saranno seguiti dalle conclusioni del presidente di Legacoopsociali nazionale, Massimo Ascari. A coordinare i lavori sarà Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna.

«Le cooperative sociali svolgono un ruolo fondamentale per tutto il territorio – spiegano Elisabetta Cavalazzi e Simona Benedetti, responsabili di settore per Legacoop Romagna – ma si trovano di fronte criticità evidenti a cui servono risposte nuove, perché nuove sono le esigenze di ampie fasce della popolazione a cui si rivolgono ogni giorno, dovunque ci sia una situazione di bisogno. Si pensi ad esempio al futuro dei servizi educativi, alla non autosufficienza, all’integrazione fra sanità e territorio, all’inclusione al lavoro e alla valorizzazione delle fragilità individuali. Ma anche a come possano continuare a coesistere inverno demografico e nuove politiche di investimento sui servizi per la prima infanzia. L’assemblea di lunedì sarà l’occasione per fare il punto, in vista del prossimo congresso nazionale di Legacoop».

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