Si chiude dopo oltre un decennio una delle vicende giudiziarie più rilevanti per le casse del Comune: la giunta ha approvato in questi giorni l’accordo transattivo con Intesa Sanpaolo che mette la parola fine alla lunga causa civile sui contratti derivati sottoscritti nel 2005 e nel 2006, nota come la “Causa sui derivati”. L’intesa consentirà di estinguere il giudizio pendente davanti alla Corte di Cassazione e di chiudere definitivamente il contenzioso. L’accordo prevede che il Comune versi alla banca una somma onnicomprensiva di 300mila euro entro il 10 settembre. In cambio, l’istituto di credito rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa economica collegata ai due contratti derivati, mentre Palazzo Manfredi mantiene tutte le somme già incassate nel corso della vicenda giudiziaria.
La controversia ha preso avvio nel 2014, quando il Comune aveva citato in giudizio la banca chiedendo la dichiarazione di nullità dei due contratti derivati di tipo “collar”, stipulati rispettivamente nell’agosto 2005 e nel dicembre 2006 per la gestione del debito obbligazionario dell’ente. Il Tribunale di Bologna, con la sentenza del 2018, aveva accolto integralmente le ragioni del Comune, dichiarando nulli i contratti e condannando la banca a restituire oltre 2,6 milioni di euro, oltre agli interessi. In esecuzione della decisione, Intesa Sanpaolo aveva versato circa 2,79 milioni di euro nelle casse comunali. La banca aveva poi impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello, ma anche il secondo grado, nel 2022, ha confermato la nullità dei derivati, modificando soltanto il criterio di calcolo degli interessi. Dopo i conguagli conseguenti alla pronuncia, il Comune aveva complessivamente trattenuto circa 2,7 milioni di euro. Risorse che il consiglio comunale ha poi vincolato con un’apposita delibera al finanziamento del recupero dell’ex chiesa dei Servi.
L’ultima parola sarebbe dovuta arrivare dalla Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla banca. L’udienza era stata fissata per il 29 settembre prossimo. Nel frattempo, però, le parti hanno avviato un confronto, tramite i rispettivi legali, arrivando a una soluzione bonaria ritenuta conveniente anche dai difensori del Comune, che hanno espresso parere favorevole all’intesa. Con il pagamento dei 300mila euro, il Comune conserverà definitivamente quanto già riscosso, pari a oltre 2,7 milioni di euro.