Faenza, al Famedio inaugurata l’epigrafe di Francesco Nonni

Faenza
  • 16 settembre 2026

Nello spazio monumentale del Famedio del cimitero dell’Osservanza di Faenza si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della targa commemorativa intitolata a Francesco Nonni, celebre xilografo, ceramista e pittore faentino, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta nel 1976.

L’incontro si è aperto con l’intervento del sindaco Massimo Isola, che ha sottolineato il ruolo di Francesco Nonni quale elemento centrale della storia culturale e dell’identità faentina: «Francesco Nonni – ha detto il primo cittadino - ha contribuito a definire l’immaginario collettivo della nostra città e la sua opera è presente nei luoghi simbolici come il Mic, la Pinacoteca, la residenza municipale e le case dei cittadini. Attraverso un arco temporale che va dal 1885 al 1976, l’artista è stato protagonista di una stagione di clamorose trasformazioni storiche».

«L’inserimento del suo nome all’interno del Famedio - ha aggiunto il sindaco Isola - rappresenta un’operazione doverosa e attesa da tempo, poiché questo luogo funziona come un albero genealogico della memoria, dove i singoli nomi superano la dimensione privata per diventare patrimonio strutturale della comunità, allo stesso modo della toponomastica urbana».

Successivamente sono intervenuti il ceramologo Stefano Dirani e Alessandro Tosi, medico di famiglia e amico personale dell’artista.

Dirani ha ripercorso la formazione dell’artista, dagli esordi come intagliatore alla Scuola d’arti e mestieri diretta da Antonio Berti, fino alle esperienze del Cenacolo Baccariniano e all’affermazione internazionale per la padronanza della xilografia policroma a più matrici.

Tra i passaggi rievocati, la generosità di Nonni verso i giovani ceramisti del Ciacf nel secondo dopoguerra e la drammatica prigionia patita a Celle dopo Caporetto, documentata in un fondo di oltre centocinquanta disegni e caricature.

Alessandro Tosi ha reso una testimonianza di natura privata, rievocando la consuetudine della frequenza dell’artista nelle abitazioni private degli amici faentini, il legame con l’arte europea maturato nei soggiorni a Parigi, i viaggi di studio verso i classici a Firenze e Venezia e l’attenzione per le novità contemporanee, come la visita alle vetrate di Henri Matisse a Saint-Paul-de-Vence. La cerimonia si è conclusa con lo scoprimento formale della targa di intitolazione.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale faentina per integrare il profilo dell’artista nell’albero genealogico della memoria identitaria cittadina, ha visto la partecipazione di numerosi artisti, esponenti del mondo culturale, il presidente della Fondazione Mic Claudio Casadio, la direttrice Claudia Casali, il consigliere regionale Niccolò Bosi e i rappresentanti dei carabinieri e dei vigili del fuoco.

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