Dalle lottatrici nel fango al concorso “Miss Addrizza”. La festa della Birra Nottambula di Granarolo Faentino appena terminata e le sue iniziative finiscono nel mirino dell’associazione “Sos donna Odv”, firmataria di una nota di protesta insieme a Sorelle Festival, Incontri di genere Faenza, Faenza Multietnica, Casa delle Donne di Ravenna, Demetra Donne in Aiuto ODV – Lugo, Linea Rosa ODV – Ravenna, Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna ETS.
“Anche quest’anno - si legge nella nota - si ripete un evento che da tempo molte donne e molte persone ritengono offensivo e problematico: la Festa della Birra “Nottambula” di Granarolo Faentino, che si è tenuta dal 23 al 26 luglio. All’interno di una manifestazione presentata come una sagra di paese, aperta all’intera comunità, comprese famiglie e persone minorenni, trovano spazio iniziative come le Lottatrici nel fango e il concorso Miss Addrizza”. Il contesto è fondamentale. Non stiamo parlando di un locale per adulti o di un evento privato, ma di una festa che si svolge su suolo pubblico nell’ambito di una convenzione tra il Comune e l’Associazione Starinsieme aps, una festa frequentata da famiglie e con la potenziale partecipazione anche di persone minorenni. La nostra non è una critica alla sessualità né alla libertà sessuale, che il femminismo ha sempre rivendicato. La domanda è un’altra: quale immaginario viene costruito e normalizzato?”.
“Non contestiamo un singolo gioco o una singola serata - continua la nota - contestiamo un immaginario complessivo. Miss Addrizza, le lottatrici nel fango e la comunicazione della manifestazione rimandano allo stesso modello culturale: il corpo delle donne come oggetto di spettacolo e intrattenimento, costruito per lo sguardo maschile. Non è una sessualità libera e plurale, ma la riproposizione di stereotipi di genere e di un immaginario patriarcale che contribuisce alla cultura della violenza maschile. i chiediamo quale messaggio trasmetta tutto questo a bambine, bambini e adolescenti che partecipano alla festa. Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di assumersi la propria responsabilità politica e culturale, rivedendo la convenzione con l’Associazione Starinsieme aps affinché l’utilizzo di spazi e risorse pubbliche sia subordinato al rispetto dei principi di pari dignità, non discriminazione e contrasto agli stereotipi di genere. Chiediamo inoltre che vengano promossi momenti pubblici di confronto, formazione e sensibilizzazione sulla violenza maschile e sugli stereotipi di genere, come forma di riparazione nei confronti delle donne, delle ragazze e delle bambine della comunità”.