Brisighella, incendio all’ex Gufo, spenti gli ultimi focolai. Rimaste solo travi annerite e cenere

Per tanti anni il venerdì del Gufo di Brisighella era sinonimo di notte infuocata, soprattutto da quando nella seconda metà degli anni ’90 era marchiato Hyppopotami e successivamente Chicaloca. In quello dell’altra sera però le fiamme erano vere e della mitica discoteca che regnava sulle colline faentine ora non c’è più nulla: tanta cenere, cadaveri anneriti delle immense travi e uno scorcio dell’ingresso, l’unica parte che non è crollata e ha cercato di resistere a quel calore.

Delle piste da ballo non c’era più traccia da qualche anno, ricoperte per tre volte dal fango delle recenti alluvioni. Ed è stata ancora l’acqua dell’adiacente fiume Lamone a inondarle, questa volta però pompata dalle tante squadre dei vigili del fuoco impegnate per estinguere l’incendio che in poche ore ha avvolto l’intera struttura.

E ora non resta che contare i danni. Nella tarda mattinata di ieri i pompieri hanno placato gli ultimi fumi e transennato l’area in attesa del sopralluogo dei colleghi dello speciale nucleo investigativo che dovrà cristallizzare la dinamica del rogo, partendo proprio dalle prime richieste di soccorso arrivate verso le 23.30, quando le fiamme si vedevano dal ponte sulla strada. Che si tratti di incendio doloso sembra assodato, così come pare che siano diversi i roghi visibili agli occhi di chi è accorso nell’immediato, certamente più di due.

Difficile ipotizzare un’autocombustione in un rudere e con temperature non certo roventi, ma saranno gli accertamenti specifici degli inquirenti a stabilire cosa sia successo.

Peraltro, l’immobile non era coperto da nessuna polizza assicurativa, come ha confermato la proprietà ai carabinieri del comando locale, l’Immobiliare Santerno di Bruno Cristofori.

La stessa, comprensibilmente avvilita per il grave episodio, ha raccontato che la discoteca era diventata ritrovo abituale per soggetti che nel corso degli anni l’avevano vandalizzata e danneggiata, talvolta rubando tutto ciò che ancora potesse avere del valore. Fatti che hanno portato a sporgere svariate denunce.

Anche nella giornata di ieri in tanti si sono avvicinati per vedere ciò che rimaneva della discoteca che ha fatto ballare almeno due generazioni, da quel lontano 1987 in cui inaugurò fino al 2014, passando per periodi storici come i venerdì degli Hyppopotami e i sabati marchiati Burrocacao. Lo stabile fu poi in pratica abbandonato a se stesso e divenne teatro di incuria e degrado, ripetuti tentativi di vendita attraverso aste giudiziarie, senza mai trovare acquirenti.

Che non avrebbe mai più fatto ballare nessuno era palese, ma l’aver letto che il fuoco l’aveva incenerita ha suscitato molto sconforto, sia tra chi vi aveva lavorato, dai gestori e i pr ai dj e il personale in sala, che tra le decine di migliaia di clienti che in 30 anni di attività hanno varcato quell’ingresso.

E anche ieri ognuno di loro ha scritto un post ricordando il Gufo di Brisighella.

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