Alta Valle del Senio, rinasce chiesa dopo 10 anni di lavori: era ridotta in ruderi

Faenza

Sperduta tra i monti nell’alta valle del Senio ai confini tra Romagna e Toscana, rivivrà la millenaria chiesa di San Michele in Rocca: sarà splendido vedere un pezzo di storia degli Ubaldini restituito alla comunità, al culto e agli amanti delle escursioni che vi potranno trovare un luogo di raccoglimento e preghiera immerso nella natura.

Il recupero, passato finora in sordina, oltre che connesso a motivazioni religiose, è di grande valore dal punto di vista laico, storico e culturale, perché questi sono i luoghi degli Ubaldini (la nobile famiglia toscana) e di origine di Maghinardo Pagani da Susinana, “il lioncel dal nido bianco” così lo ricorda Dante Alighieri nella Divina Commedia. Il sito rientra a pieno titolo tra i luoghi danteschi, legati a citazioni o personaggi inclusi nella massima opera letteraria italiana.

La chiesa – inserita in un complesso architettonico rurale che comprende almeno altri due edifici agglomerati - non è molto distante dalla Badia di Susinana dove il condottiero medievale fu sepolto nel 1301. La ristrutturazione è opera fortemente voluta, perorata e seguita da don Massimo Randi (che ha acquistato il sito), il prete eremita camaldolese ritiratosi nella pieve, anch’essa recuperata, di Santa Maria in Tiberiaco a Monte Mauro.

Don Massimo oltre che eremita è uno di quei preti “muratori” che una dopo l’altra stanno restituendo all’antico splendore magnifiche strutture e addirittura interi borghi appenninici per lungo tempo dimenticati. Come don Antonio Samorì sta dedicando la vita a salvare importanti insediamenti religiosi, altrimenti perduti per sempre. Basti ricordare oltre a Monte Mauro, Gamogna, Trebbana, Lozzole, Brento Sanico.

«E’ una decina di anni che sto lavorando per salvare San Michele in Rocca – afferma don Massimo – con l’intento di costruire il secondo eremo legato a Monte Mauro e alla mia personale devozione per San Michele. Per il momento ho avuto questa illuminazione, poi il Signore indicherà la strada: lo scopo era terminarla. Sarà inaugurata l’ultima domenica di settembre, in concomitanza con la Festa di San Michele appunto».

All’interno della chiesa sarà scoperta un’opera realizzata dall’artista Giovanni Panzavolta di Riolo Terme, raffigurante il santo e altre figure sacre. Il sito versava in pessime condizioni a circa 5 chilometri da Palazzuolo sul Senio e altrettanti da Casola Valsenio.

La pieve in zona boschiva e isolata sorge ai piedi della rocca (fortilizio medioevale degli Ubaldini, di cui restano i ruderi di una torre quadrangolare, le tracce delle mura perimetrali, i resti di antiche cisterne per la raccolta delle acque) ed è la testimonianza superstite di un antico borgo millenario di montagna.

Tra le opere recuperate vi è una monofora recante la data del 1507 e vari elementi architettonici precedenti. Anticamente il complesso e i terreni circostanti appartenevano alla parrocchia di Massa Lombarda, diocesi di Imola, nel cui territorio è ancora oggi è inserita.

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