Faenza, Villa Orestina: entro l’estate via ai lavori

«Villa Orestina sarà uno dei simboli dell’Unione»: ad affermarlo è il sindaco e presidente dell’Urf, Massimo Isola, che ieri mattina ha presentato il progetto per la ristrutturazione dell’immobile che nel 1998 fu lasciato in eredità al Comune da Alba Ghetti, vedova dell’ingegnere Dino Bubani.
Per il recupero della villa, svettante sulle prime colline di Castel Raniero, la strada scelta è stata quella del bando Gal: il progetto, presentato dall’Unione della Romagna Faentina, si è aggiudicato un finanziamento da 343.786 euro nell’ambito del Piano di sviluppo rurale della Regione, grazie al quale sarà possibile realizzare interventi di messa in sicurezza e consolidamento per la struttura e le finiture, oltre che ricavare nuovi spazi per attività laboratoriali e per una piccola biblioteca della sostenibilità. I lavori dovrebbero iniziare entro l’estate.
La novità principale riguarda però le realtà che verranno coinvolte all’interno di Villa Orestina quando questa sarà restaurata.

Punto imprescindibile, per volontà testamentaria di Alba Ghetti, è il coinvolgimento della Fondazione Caldesi, gestore storico: «Pensiamo di realizzare un centro di formazione per tutta la cittadinanza sul tema delle erbe officinali e medicamentose, un settore molto in espansione – spiega il presidente Eraldo Tura –. Questo è un punto di partenza da cui si potrebbe sviluppare anche l’idea di un corso di alta formazione per naturopati».
Una mano la darà anche il Giardino delle erbe di Casola Valsenio, nell’ottica di una stretta integrazione degli altri comuni dell’Urf, mentre il Ceas (Centro di educazione alla sostenibilità) potrà disporre di una propria sede operativa.
Ma il destino di Villa Orestina è quello di diventare un spazio polivalente e, come ha sottolineato il sindaco Isola, «aperto quotidianamente alla cittadinanza»: a testimoniarlo sono gli altri due soggetti chiamati a farne parte, il Parco della Vena del Gesso e il Consorzio Vini di Romagna.

«La villa ospiterà un Centro visite del Parco – annuncia l’assessore ad Ambiente e rigenerazione urbana, Luca Ortolani – diventandone la porta d’ingresso, e non solo idealmente, visto che da lì passa il sentiero 505 del Cai». Il Consorzio Vini potrà invece disporre di una sala per le degustazioni e di uno spazio di promozione dei prodotti locali. Una rete di soggetti che punta sulle potenzialità del territorio, ma per completare il disegno restano alcuni tratti non indifferenti, come l’impianto termico, per il quale si spera di intercettare un bando regionale per la riqualificazione energetica.
Un capitolo a parte riguarda lo splendido parco della villa, anch’esso rimasto fuori dai finanziamenti: «Presenta un patrimonio naturalistico e paesaggistico importante – commenta Ortolani – che speriamo di valorizzare con bandi successivi. Non ci fermeremo qui».
Infine, un cenno sull’accessibilità: Ortolani afferma che «sono in corso valutazioni sul tema del parcheggio», ma la volontà, vista anche la natura del luogo, sembra essere quella di incentivare il più possibile forme di mobilità sostenibile.

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