Faenza, una “Fiera diffusa” nei palazzi e nelle piazze del centro


Va delineandosi a piccoli passi ma sempre più speditamente il futuro del Centro fieristico.
Il tema è stato oggetto in consiglio comunale di un’interrogazione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Bertozzi, e il dibattito ha consentito di accendere un faro anche sulle prospettive che si apriranno per gli eventi di natura fieristica in città che, con la nascita di una nuova Casa della salute in viale Risorgimento, rimarrebbero orfani di una sede stabile.
È proprio su questo aspetto che Bertozzi ha voluto vedere chiaro, chiedendo al sindaco Massimo Isola quali siano le alternative per il settore produttivo e commerciale al vaglio dell’amministrazione. Il primo cittadino non si è sottratto e anzi ha rivelato alcuni progetti finora rimasti inediti, sottolineando che funzione fieristica e funzione socio-sanitaria «sono due opzioni alternative, non è possibile una convivenza».

Ma qual è la soluzione che si sta cercando di realizzare? «Le attività che si svolgevano in Fiera – ha risposto Isola – possono tutte ricollocarsi già oggi in altri spazi urbani. Un esempio è l’esperienza di Tebano, che ha già ospitato la fiera dell’agricoltura». Da qui parte il ragionamento che porta alla definizione di “Fiera diffusa” all’interno del centro storico, subito ribattezzata da Bertozzi “Fiera liquida”.
«L’opportunità di rigenerare Palazzo delle Esposizioni – ha spiegato Isola – va nella direzione di provare a costruire una realtà policentrica nel centro, sull’asse Palazzo del Podestà, Palazzo delle Esposizioni, Salesiani e Piazza del Popolo, dove si può costruire un modello di realtà fieristiche del nostro tempo, in grado di caratterizzarsi e distinguersi».

Una visione di appuntamenti fieristici «esperienziali», per definizione di Isola stesso, e pensati nel contesto di un centro storico da attraversare prevalentemente a piedi. L’idea sarebbe già stata condivisa con partner nazionali non meglio identificati, che avrebbero espresso il proprio interesse: «questo è lo schema di oggi» ha aggiunto il sindaco.
Del progetto farebbe parte anche la già citata area di Tebano: «Ci stiamo candidando nel Por Fesr (Programma operativo regionale del fondo europeo di sviluppo, ndr) legato alla ricerca perché possa essere un secondo polo più connesso a agricoltura e conoscenza», magari con un ruolo ancora più spiccato per l’Università di Bologna.
Da parte sua, Bertozzi non ha perso tempo e ha replicato: «Quella che manca è la visione di insieme. Cosa sarà questa fiera diffusa nel centro città? Come conviverà con il nuovo Pums e la carenza di parcheggi?».

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