Faenza, termometro a -7°: frutteti a serio rischio

Dopo inverni sostanzialmente miti, la primavera incipiente porta con se un abbassamento delle temperature che può essere letale per l’agricoltura, specialmente se il fenomeno si presenta con una costanza preoccupante, andando a peggiorare una situazione generale che vedeva già il 2020-2021 come un biennio nero proprio per via delle gelate tardive. Nei campi tra Bassa e Romagna faentina, la notte fra lunedì e martedì è stata difficile, con la colonnina del mercurio che, dalle colline casolane alle campagne del lughese, è arrivata a segnare i -6°. E a Faenza è stato registrato un picco negativo di -6,9°.

«Le improvvise gelate hanno causato danni importanti un po’ ovunque nel Ravennate, colpendo tutta la superficie provinciale coltivata a drupacee pari a 10mila ettari, cioè complessivamente il 60% dei frutteti – sottolinea il presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Ravenna, Nicola Servadei –. Stiamo monitorando l’impatto dell’ondata di gelo sulle produzioni laddove la coltre bianca ha via via bruciato germogli e fiori di albicocco, pesco e susino».

Le medesime criticità vengono evidenziate da Nicola Dalmonte, presidente di Coldiretti Ravenna. « Purtroppo osserviamo il terzo anno consecutivo con gelate importanti nel periodo di fioritura e post-fioritura – afferma –. Le temperature, inoltre, scendono sotto zero già verso la mezzanotte, prolungandosi quindi per tutto l’arco della notte. Chi si è dotato di misure di protezione attiva riesce a salvare parte del prodotto mettendo in funzione le ventole e i sistemi antibrina».

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