Faenza, “soffiate” sulle indagini, Carabiniere sospeso

Per avere preso soldi in cambio di soffiate su indagini e procedimenti penali in corso, e per avere in altre circostanze rivelato informazioni coperte da segreto, era di recente stato condannato in abbreviato a quattro anni e mezzo, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. In seguito a quella sentenza, un appuntato dei carabinieri 50enne, all’epoca in forza al comando di Faenza, è stato sospeso dal servizio. E ieri nei suoi confronti si aperto un nuovo processo davanti al giudice monocratico Cristiano Coiro. Il reato è strettamente legato a quelli che il 7 maggio scorso gli sono valsi la condanna: vale a dire l’accesso abusivo a un sistema informatico, illecito che per competenza interessa la Procura distrettuale di Bologna, ma che è stato stralciato finendo così a dibattimento a Ravenna.

Otto accessi ritenuti illegittimi

Sono otto gli episodi contestati. Fanno riferimento a un periodo che va dal 2015 al 2018. Nell’ottobre di sei anni fa, era stato un presunto accordo con un imprenditore locale a far finire nelle tasche del militare mille euro. In cambio avrebbe dovuto passargli informazioni sui pregiudizi penali pendenti nei confronti di alcuni suoi familiari. Il 50enne lo avrebbe fatto interrogando il sistema informatico dell’Arma utilizzando le proprie credenziali d’accesso. Da qui la contestazione che ha portato al nuovo processo.

La stessa cosa sarebbe accaduta un mese dopo, per verificare la posizione di uno straniero, lo stesso controllato nelle altre sette occasioni finite nel capo d’imputazione. Quell’accertamento ritenuto dall’accusa illegittimo, sarebbe avvenuto con una cadenza annuale, nel novembre e nel dicembre 2015, poi ad agosto e ottobre 2016, e ancora, nel novembre 2017 e nel marzo del 2018.

Ieri l’udienza – alla quale era presente il difensore dell’imputato, l’avvocato Carlo Benini – è stata rinviata a ottobre per sentire i testimoni. Nel frattempo il militare rimane sospeso. Oltre a lui, nel procedimento parallelo che lo vedeva come imputato sono stati condannati per induzione indebita e altri reati in relazione alla corruzione anche tre imprenditori faentini. Per due di loro la vicenda si è conclusa con pena un anno, nove mesi e dieci giorni di carcere con sospensione condizionale; il terzo è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione. Tra i fatti contestati in quel procedimento, c’è anche l’assunzione della compagna del militare da parte di un imprenditore agricolo locale, in cambio di altre informazioni riservate; e ancora, regali, come un misuratore laser o scontistiche sul prezzo del gasolio.

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