Faenza, slitta la rigenerazione di Villa Orestina

Dovevano partire a fine estate, ma tra aumento dei prezzi delle materie prime e uffici in piena fase di stesura dei progetti da candidare a bandi Pnrr, anche i lavori per la rigenerazione di Villa Orestina slittano in avanti. «Abbiamo dovuto chiedere una proroga per l’indizione della gara – spiega l’assessore a ambiente e rigenerazione urbana, Luca Ortolani – e ora non è possibile fornire un periodo di tempo certo per l’inizio dei lavori».

Gli interventi in programma sono stati finanziati dal Gal – L’Altra Romagna con contributo da 343.786 euro e prevedono di trasformare l’immobile, andato al Comune alla fine degli anni ‘90 come lascito ereditario della benefattrice Alba Ghetti Bubani, in uno spazio polifunzionale in cui potranno integrarsi varie realtà all’insegna della natura: dalla sede operativa del Ceas della Romagna faentina al centro di formazione sulle erbe officinali e medicamentose della Fondazione Caldesi, passando per la sala degustazioni del Consorzio Vini di Romagna e il coinvolgimento del Parco della Vena del Gesso, sono numerosi i progetti in ballo che ruotano intorno a Villa Orestina.

Conto alla rovescia

Progetti che dovranno aspettare ancora un po’ prima di essere attuati. «In ogni caso – chiarisce l’assessore Ortolani – a partire dall’inizio dei lavori, il termine massimo per la conclusione è di 18 mesi. Ma gli interventi previsti non dovrebbero essere particolarmente impegnativi, si tratta di riqualificare gli interni per rendere la struttura funzionale alle attività che vi si dovranno svolgere».

La speranza non esplicitata direttamente è che, a fronte dei ritardi attuali, una volta avviati i lavori possano procedere più speditamente dell’anno e mezzo preventivato.

Nel frattempo emerge anche un altro particolare dell’operazione Villa Orestina: il Comune aveva infatti elaborato un secondo progetto per la riqualificazione del parco storico annesso all’edificio, un’area verde che nei mesi più drammatici della pandemia, quando erano chiusi persino i giardini pubblici, era stata scelta come spazio per l’attività all’aria aperta delle persone con disabilità.

L’obiettivo per il parco era intercettare altri finanziamenti Pnrr ma, nonostante un buon piazzamento, il progetto non è stato ammesso. «L’iniziativa – afferma Ortolani – avrebbe permesso di sistemare il parco dal punto di vista botanico e naturalistico, oltre che di realizzare nuovi impianti di illuminazione e irrigazione».

Sono invece terminate le «valutazioni sul tema del parcheggio» di cui Ortolani aveva parlato a febbraio, non senza destare sussulti nel fronte ambientalista: «La zona – conclude l’assessore – è perfetta per apprezzare forme di mobilità dolce e sostenibile».

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