Faenza, si salvano dall’incendio calandosi dalla finestra

«Il primo ad uscire dalla finestra, calandosi da circa 5 metri di altezza, è stato mio marito, poi io mi sono allungata e gli ho passato i bambini, ad uno ad uno, tenendoli per le braccia. L’ultima a uscire sono stata io».
Così la giovane moglie e madre descrive le concitate fasi per mettersi in salvo dall’incendio della scorsa notte nell’abitazione di via Di Sopra, vicino al circolo “I fiori”.

La famiglia, genitori e tre figli, di età compresa tra gli otto anni e i pochi mesi, si è svegliata nella notte, intorno alle 3.30 con la casa in fiamme.
Un fumo denso aveva invaso tutti i locali e il fuoco, in alcune zone, era già alto al punto da impedire ogni via di fuga, escluso appunto le due finestre delle camere da letto.
A complicare le cose poi il buio pesto e l’impianto elettrico saltato.
La tragedia è stata evitata per la prontezza degli adulti, ma non è stato affatto semplice. Le finestre al primo piano, sono abbastanza alte, ma tutto è andato bene a parte qualche escoriazione.

L’uomo si è aggrappato con le mani al davanzale e si è lasciato cadere a terra sulla strada «poi abbiamo pensato ai bambini, impauriti, che piangevano – continua il racconto della donna –. Non ho avuto la prontezza di usare le lenzuola, per legarli e calarli, eravamo agitatissimi, così lui si è allungato e io mi sono sporta più che potevo, tenevo i bambini per le braccia e lui li ha presi per le gambe».
E’ stata la famiglia stessa dalla strada a dare l’allarme ai Vigili del fuoco che quando sono arrivati si sono concentrati esclusivamente sulle fiamme, mentre la famiglia veniva portata in via precauzionale al pronto soccorso dai sanitari del 118. Per entrare i pompieri hanno dovuto indossare le maschere antigas e muoversi in uno scenario senza punti di riferimento. Un’autobotte è arrivata anche da Ravenna.

C’è voluto fino alle 7 per domare l’incendio che dai primi accertamenti pare dovuto ad un corto circuito elettrico in una presa di corrente al piano terra. Sul posto anche la Polizia di Stato. All’interno notevoli i danni, un po’ per via del fuoco, un po’ per le operazioni di spegnimento con forti getti d’acqua. Solo il tetto pare essere stato risparmiato.

In via precauzionale, l’abitazione, messa in sicurezza, è stata dichiarata inagibile fino ad ulteriori accertamenti. Nella tarda mattinata, la madre è tornata alla casa per una verifica dei danni.
«E’ tutto distrutto – ha commentato sconsolata – adesso saremo ospitati dai parenti. A svegliarmi sono stata io: sentivo odore di legno bruciato, pensavo fossero i cuscini che avevo cambiato da poco, poi accendendo la luce abbiamo visto che era saltata e stavamo già in un inferno di fuoco e fumo. In quel momento l’unica via di fuga possibile erano le finestre».

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