Faenza? “Rivuoi il telefono? Dammi 30 euro” L’estorsione gli costa 5 anni e 4 mesi

Con la scusa di dover fare una chiamata, aveva chiesto in prestito uno smartphone che, una volta passato tra le sue mani, si era ben guardato dal riconsegnare al proprietario. E quando le richieste di quest’ultimo si erano fatte insistenti per riavere il telefono, aveva fatto di tutto per allontanarlo, spingendosi pure in un ricatto. «Lo rivuoi? Allora dammi 30 euro». Poco conta l’ammontare della cifra nel quantificare la pena che ieri ha portato alla condanna a 5 anni e 4 mesi (2 mesi in più di quelli chiesti dal pm Daniele Barberini) per rapina e tentata estorsione per il 26enne algerino Seifeddine Hammami.

L’episodio giunto ieri mattina di fronte al collegio penale presieduto dal giudice Cecilia Calandra, porta la data del 25 giugno 2018, quando a Faenza lo straniero (assistito dall’avvocato Alessandro Pinzari del foro di Forlì/Cesena) incontrò la parte offesa. Nella denuncia è finita anche una presunta minaccia con una lama, un «giuro, ti accoltello» che lo straniero avrebbe proferito alla vittima prima di scagliarle contro una bicicletta. Ieri la corte, pur ritenendolo responsabile per i reati più gravi, lo ha assolto dalle accuse legate al porto del coltello. FED.S.

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