Faenza, raid di ladri a casa di noto imprenditore

«Chi sei? Cosa fai? Cosa vuoi?». Tre domande a raffica, rivolte nel buio a quello sconosciuto che si aggirava intorno a casa. Nemmeno il tempo di farsi prendere dal panico ed ecco la risposta: «Dai, chiama la polizia». Poi l’uomo è sparito nelle tenebre. Aveva in mano una specie di scalpello da muratore.

«E’ successo martedì sera a mia sorella – racconta Daniele Neri, noto imprenditore agricolo di Reda –. Saranno state le 18 e quell’individuo aveva appena rubato dentro casa. Col buio mia sorella ha sentito la voce e ha distinto solo la sagoma».

E’ l’ennesimo episodio di furto in abitazione, stavolta ai danni dell’imprenditore la cui casa si trova nella stessa area, dove sorgono anche quelle dei genitori e della sorella. La razzia ha fruttato un bottino ancora da quantificare, ma comprendente oro, soldi, capi d’abbigliamento: una catenina, un braccialetto, una fede nuziale, un portafoglio con 300/400 euro, dei piumini.
La freddezza, che profuma di derisione, con cui il ladro si è rivolto alla donna è agghiacciante. «Io ero uscito da poco – continua Neri – e ho incrociato un furgone con alcune persone a bordo, mi sono insospettito, ma non ho dato peso. Più tardi ho ricevuto la telefonata di mia sorella, ma ormai era già successo. Lei era uscita perché il cane abbaiava, ma siccome lo fa spesso non ha pensato che potessero esserci dei ladri e lo ha rinchiuso nel serraglio per zittirlo. Quando stava rientrando ha avuto l’incontro».

Per introdursi non è stato facile: «Prima hanno provato a forzare le inferriate di una finestra al piano terra con dei tubi di ferro, ma sono robuste e non ci sono riusciti, poi hanno visto una scala a pioli e con quella hanno raggiunto la finestra del primo piano, quindi hanno rotto il vetro e si sono introdotti spaziando nell’appartamento. Hanno svuotato i cassetti dei mobili e rubato ciò che interessava».

«La casa è dotata di illuminazione esterna ma le luci erano spente, probabilmente per prima cosa hanno disattivato l’impianto, infatti ho visto che era stato manomesso», aggiunge Daniele Neri, molto conosciuto per le sue ricerche effettuate nel campo delle varietà di pesche: ne ha selezionate di nuove, ottenendo una serie di brillanti risultati e riconoscimenti.

«Non ho parole – dice ancora l’imprenditore –. Davanti a questi crimini verso la proprietà privata si resta impotenti: ti entrano in casa, ti derubano di valori, vestiti e ti prendono pure in giro. Mia sorella è rimasta di sasso. Il fuggitivo incontrato aveva uno spiccato accento dell’Est Europa ma no so quanto possa essere utile per individuarli».
Nelle campagne faentine lo stesso imprenditore riferisce di numerosi furti avvenuti negli ultimi anni. «A un mio amico hanno rubato perfino un escavatore – dichiara in proposito –, mentre altri agricoltori sono stati predati di trattori e tanti si sono visti razziare le case. E’ successo che si siano allontanati con gli stessi mezzi agricoli rubati, che poi nascondono in capannoni abbandonati, per recuperarli in un secondo tempo».

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