Faenza, 350 firme per evitare la chiusura dello sportello bancomat al Borgo

Oltre 350 firme sono state già raccolte ma il promotore della petizione, Alessio Bianchi, presidente del consorzio degli operatori del centro commerciale Il Borgo, conta di far lievitare ulteriormente il numero entro il 18 dicembre, data di scadenza.
L’obiettivo è impedire la chiusura dello sportello bancomat della Bcc, annunciato per il prossimo 10 gennaio.
«Se lo sportello dovesse chiudere – afferma Bianchi – troveremmo un altro spazio vuoto dentro il centro. Si tratta di un servizio fondamentale per gli esercenti ma non solo, perché in zona risiedono anche numerosi anziani che fanno fatica a spostarsi ed è l’unico presidio di quel tipo presente nelle vicinanze. La periferia non venga dimenticata».
Oltre alla raccolta di firme per chiedere il mantenimento dello sportello bancomat, il consorzio degli esercenti e la Coop Alleanza 3.0 si stanno organizzando per mettere in piedi una serie di iniziative con cui rilanciare il centro commerciale, il primo ad essere aperto nella città manfreda.

«Stiamo cercando di ridare vita a Il Borgo – spiega Bianchi –. Fino al 22 dicembre si terranno mercatini natalizi con cui siamo andati a riaprire, grazie alla partecipazione di artigiani, gli spazi rimasti vuoti nel corso degli anni. Ogni giovedì pomeriggio il centro torna quello degli anni ’90».
Saracinesche che riaprono nella speranza di suscitare nuovo interesse e così «ricompattare il tessuto sociale – prosegue Bianchi – anche facendo rete con le realtà vicine».
Dopo i corsi di uncinetti e il club del libro che hanno preso vita in caffetteria, nel corso del 2023 si cercherà di trovare la collaborazione delle scuole della zona.

Ma l’obiettivo più ambizioso con cui si guarda all’anno venturo è quello di avviare un restyling del centro, da attuare in vari step: «Sono in corso di valutazione varie opzioni progettuali – anticipa Bianchi -. Gli interventi di ristrutturazione dovrebbero andare avanti per due o tre anni e riguarderanno il rifacimento di tutta la galleria e della facciata esterna. Questo centro ha una storia e se dovesse chiudere verrebbe certamente a mancare un presidio sociale importantissimo per una parte di Faenza che fra l’altro ha una densità abitativa molto alta».
Il tema è già stato portato sul tavolo del vicesindaco Andrea Fabbri: «La disponibilità a dialogare c’è – spiega il presidente del consorzio – ed è stata ventilata l’ipotesi di intervenire anche con un rifacimento dell’asfalto nel parcheggio». Per quanto riguarda galleria e facciata, i costi degli interventi devono ancora essere preventivati nel dettaglio, ma si parla di una cifra intorno ai 150mila euro.

Commenti

  1. Buon giorno,
    ritengo sia ottima come idea ma di sicuro necessita che vi siano iniziative e nuove attività
    per attrarre i clienti, ultimamente diminuiti in modo evidente è un punto strategico perchè non aprire attività di ristoro, compreso menu per lavoratori o centro di wellness center.
    Cèsar

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