Faenza, prove ufficiali Bigorda: prime indicazioni sui favoriti

E’ accorso in massa il pubblico appassionato di palio e di cavalli mercoledì sera allo stadio Bruno Neri dove si sono disputate le prove ufficiali della Bigorda d’oro, il torneo riservato alle seconde monte in programma sabato 11 in notturna. Ad assistere oltre mille spettatori in un’atmosfera di grande entusiasmo per la ripresa della manifestazione senza vincoli sanitari.

Per quanto riguarda il mini torneo disputato sono arrivate indicazioni per qualcuno valide a stilare pronostici, come quello azzardato da Giordano Gonnesi ex capo rione del Rosso e membro della Coop I Manfredi: «Vedo bene il Verde – ha detto – che si giocherà la vittoria con il Giallo, il Nero non è in forma, ma credo che possa arrivare terzo, per il quarto e quinto posto se la vedranno Borgo e Rosso, con quest’ultimo più probabile fanalino di coda». Forse a qualcosa di più può ambire il Borgo che non è andato malissimo, riuscendo, come il Giallo, a scendere sotto il tetto dei 13 secondi.

Il rione Verde ha vinto la mini sfida delle dieci tornate, divise in due serie da cinque, la prima alle 21.30 la seconda alle 22.10: in totale ha conquistato tre scudi con Stefano Venturelli, apparso in forma a testare due cavalli nuovi, Green Commander e Sopran Efeso: «Li abbiamo in scuderia da appena sei mesi – ha commentato il team – e sono in crescita».
Leggermente più in forma è apparso il primo dei due, entrambi comunque bene negli stalli e abbastanza veloci (tra 13.028 il tempo più basso e 13.420 il più alto).
Sotto i 13 secondi è però sceso il fuoriclasse del Giallo, Ramona Danzig, che, spronato da Gege Cela, ha segnato il record della sfida, 12.771, e ancora meglio ha fatto in una tornata di prova libera, corsa da solo, al termine del torneo. Messer Cela ha dimostrato di saper cavalcare e di avere una discreta mira, quando la velocità non è troppo alta: alla fine ha conquistato 2 scudi, che sarebbero potuti essere tre (pareggiando il conto col Verde) se contro il Borgo non avesse clamorosamente sbagliato, pur essendo primo di almeno una decina di metri sul bersaglio. Il difetto paradossale di questo binomio potrebbe proprio essere che se il cavallo va troppo forte il fantino può sbagliare: quando si scende sotto i 13 secondi si sfiorano i 50 km/h e il diametro del dischetto da colpire si restringe alla visuale e Cela forse non ha ancora l’esperienza per gestire cavalli “supersonici”.
Pure il Borgo ha conquistato due scudi, affidandosi a Enrico Gnagnarella che su Princess de Rio è stato pure lui capace di scendere sotto 13 (12.859), però meno bene ha fatto con Artemio (13.886). L’unico scudo nella saccoccia di Daniele Maretti del Nero è arrivato con Vega Durgalesa che ha percorso i 147, 45 metri della pista in 13.457. Con Tabata Tide, nella seconda serie, cavallo forse più veloce, pare esserci qualche problema di intesa a partire dall’ingresso nelle gabbie.
Il Rosso ha chiuso con zero scudi e un po’ disorientato è apparso Daniele Leri di Tarquinia ingaggiato all’ultimo, un buon fantino che ha vinto anche competizioni europee, ma sempre senza lancia, perciò in apparente difficoltà sulla pista di Faenza. In campo ha portato la sua cavalla personale Brenda Maisa, vista solo nella prima serie quando ha registrato un tempo di 13.529, non sufficiente a sconfiggere il Verde.

Le prove ufficiali sono servite a testare anche le riprese tv, affidate allo staff di Maurizio Marchesi. In prossimità del bersaglio sono state posizionate due telecamere che consentiranno spettacolari inquadrature. Non è passato invece all’approvazione del Comitato palio l’utilizzo del Var, il sistema che si usa nel calcio, che poteva essere utile in caso di contestazioni. Stasera vi sarà l’ultima sezione di prove libere: ciascuno potrà portare i cavalli che ritiene opportuno tra quelli ammessi dalla commissione veterinaria. E forse si vedrà anche qualche cavaliere tra i big del Niballo.

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