Faenza, parte progetto per l’uso consapevole delle tecnologie digitali e dei social

FAENZA. Saranno 813 gli alunni delle scuole medie, i docenti e i genitori coinvolti nel progetto “Formagiovani”, un ciclo di lezioni e laboratori dedicati all’utilizzo consapevole delle tecnologie digitali e dei social network. L’iniziativa è rivolta a venticinque classi prime e otto terze della scuola secondaria di primo grado della Romagna Faentina ed è realizzata a cura del servizio Informagiovani dell’Urf, con il supporto di “Psichedigitale” (associazione di promozione sociale impegnata nello studio dell’interazione fra l’uomo e le tecnologie digitali e nel proporre interventi a sostegno della salute psico-fisica nell’intero ciclo di vita) e di Elvis Mazzoni, professore associato dell’Università di Bologna.

“Formagiovani” andrà ad integrare l’offerta formativa delle scuole aderenti grazie al finanziamento concesso dalla Regione Emilia-Romagna.

Comportamenti devianti

«Insieme agli altri assessori di riferimento dei Comuni della Romagna Faentina (Caroli, Merlini, Spada e Unibosi) e al servizio Informagiovani – spiega Simona Sangiorgi, assessore alle Politiche educative e giovanili di Faenza – abbiamo analizzato i bisogni emergenti del territorio attraverso un tavolo di confronto e si sono individuati temi cruciali su cui lavorare, tra cui il cyberbullismo, la promozione di un utilizzo consapevole dei linguaggi digitali, il riconoscimento delle fake news, la promozione di una digital reputation consapevole, la prevenzione sui temi legati a comportamenti devianti nell’utilizzo dei linguaggi digitali. Lo scopo è rendere ragazze e ragazzi più forti e responsabili nel loro agire attraverso il web, sia dal punto di vista sociale che culturale nell’era dei social».

Scuole e famiglie

La proposta progettuale e la metodologia di lavoro sono state messe a punto e condivise direttamente con gli istituti comprensivi: il progetto si articola così in presentazione al corpo docenti, tre incontri di due ore in classe, tre ore, sempre all’interno della propria classe, in cui gli studenti si attivano come “peer educators” (educatori alla pari) per proporre le attività progettate, e due ore di incontro serale assieme ai genitori per la sensibilizzazione sul tema e la restituzione del percorso svolto con i ragazzi.

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