Faenza, polemica sulla Motor Arena. «Era da fare in centro»

Ha fatto giusto in tempo ad essere presentato, ed ecco che intorno al progetto della futura Motor Arena si levano già le perplessità di una parte dell’opposizione. A innescare la miccia mercoledì sera, durante la seduta della Commissione II, era stato Gabriele Padovani del Gruppo misto: secondo l’ex leghista quella della Motor Arena sarebbe «un’operazione funzionale all’apertura dello shopping park, che con la vetrina dei marchi coinvolti conta così di riempire in breve spazi commerciali che rischiavano di restare vuoti, e per la quale verranno investiti anche soldi pubblici. Sono dispiaciuto che non sia stata vagliata una alternativa in centro storico».

Durante l’evento di presentazione del progetto il sindaco Massimo Isola aveva detto che sarebbe stato impossibile realizzare la nuova arena all’interno delle mura, soprattutto per ragioni logistiche e di spazio. Ma c’è chi è convinto del contrario, come ad esempio Massimo Zoli di Per Faenza, da tempi non sospetti sulla barricata contro lo shopping park. Il suo ragionamento parte dal presupposto che la priorità dell’Amministrazione dovrebbe essere il rilancio di un centro storico «abbandonato a se stesso e avviato verso un lento declino, specialmente per quanto riguarda il commercio diurno».

Argomento, questo, di cui si dibatte da tempo in consiglio comunale e fuori: «La Motor Arena è un progetto interessante e noi stessi in campagna elettorale avevamo proposto di coinvolgere i marchi motoristici nella promozione turistica del territorio – spiega Zoli –. Il problema è che sarà realizzata a Sant’Andrea, vicino al casello autostradale, e non credo che questo porterà le persone in centro storico. Basta vedere cosa è successo a Castel San Pietro: tutti sono andati almeno una volta all’outlet, ma quanti hanno visitato il centro della città?».

L’alternativa, per Zoli, ci sarebbe stata e andava individuata in quel Palazzo delle Esposizioni che sarà rigenerato grazie a un finanziamento del Pnrr da oltre 4 milioni e mezzo di euro: «Già due anni fa avevamo indicato questo spazio per un museo delle auto e delle moto – sottolinea il consigliere –. Ora arriveranno i fondi, ma non vedo particolari progetti in arrivo. Quello che ho visto, invece, è stata una reattività sullo shopping park che l’Amministrazione non ha mai dimostrato nei confronti del centro storico». E il pensiero corre a quel Piano di sviluppo fatto approvare a maggioranza in consiglio comunale e criticato più volte dal centrodestra, convinto che nel documento mancasse una visione innovativa.

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