Faenza, va in pensione lo storico bibliotecario della Manfrediana

Dopo 33 anni e mezzo di servizio reso con passione e impegno, per Giorgio Bassi, storico bibliotecario della Manfrediana, è arrivato il momento della pensione: ieri l’ultimo giorno di lavoro, con i colleghi riuniti per festeggiare e una lunga processione di frequentatori della biblioteca desiderosi di ringraziare chi, per molti, ha saputo diventare un punto di riferimento e un amico. «Sono molto grato di questo affetto – afferma Giorgio, trattenendo la commozione –. Giovedì sera mi sentivo un po’ come uno studente la notte prima degli esami».


Le trasformazioni
Da quando Bassi ha fatto il suo ingresso alla biblioteca Manfrediana, il 14 aprile 1986, è passata molta acqua sotto i ponti: «C’era il muro di Berlino – ricorda – e internet doveva ancora esplodere. Il mondo è cambiato radicalmente, e con esso la biblioteca, che si è espansa moltissimo e adesso occupa l’intero edificio. Ho visto nascere la Sala Dante, la sezione letteratura, e ho assistito agli albori del sistema di catalogazione informatica». Le trasformazioni dell’ultimo trentennio non hanno modificato solo l’aspetto dell’istituzione bibliotecaria, ma anche la sua sostanza: «in passato – osserva Bassi – la biblioteca era il luogo privilegiato per accedere alle informazioni, ma l’avvento di internet ha avuto un impatto radicale da questo punto di vista. Oggi le biblioteche hanno perso il primato nel campo dell’informazione ma hanno visto aumentare le proprie funzioni sociali e comunitarie. Il pubblico, in crescita, è eterogeneo: qui alla Manfrediana, ad esempio, abbiamo investito molto nel potenziamento del rapporto con i giovani e le scuole. C’è la consapevolezza che la biblioteca è uno spazio vitale per la città, un luogo meno di élite e con servizi più vari».
Una guida per tutti
Giorgio è apprezzato dagli utenti della biblioteca per la sua cultura e disponibilità: le sue visite guidate hanno fatto conoscere i segreti della Manfrediana a generazioni di faentini e non, i suoi raffinati consigli hanno soddisfatto i lettori di ogni età. I colleghi lo hanno salutato con pasticcini ed un simpatico regalo, un triciclo: è infatti noto l’amore di Giorgio per la bicicletta. Ma non solo: «tra le mie mani – conclude – sono passati migliaia di libri, ma se devo pensare a quello cui sono più affezionato ne scelgo uno, certo non tra i più famosi ma comunque molto raro, visto che è conservato solo qui e alla biblioteca botanica di Padova. Si tratta di un volume, appartenente al Fondo Caldesi, sulle piante grasse che si trovano tra Messico e Arizona, realizzato da un esploratore americano intorno al 1860: la zona in cui è ambientato Tex, fumetto di cui sono un grande appassionato».

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