Faenza, palpeggiata in strada. Il ragazzo confessa: “Avevo fumato”

Ha confessato di avere aggredito e palpeggiato una ragazza sconosciuta, inseguendola mentre si trovava sola e di notte sulla pista ciclabile di via Stradone. Lo ha fatto – così si sarebbe giustificato quando i carabinieri lo hanno identificato – dopo avere fumato marijuana, il cui effetto avrebbe annullato ogni suo freno inibitorio. Alla luce delle dichiarazioni fatte “a caldo”, dei riscontri ottenuti dagli inquirenti e valutando anche il fatto che il giovane non ha precedenti penali, il giudice per le indagini preliminari Corrado Schiaretti ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un ragazzo imolese di 28 anni, notificandogli mercoledì la misura degli arresti domiciliari. Assistito dagli avvocati Mauro Faccani ed Elena Ragazzini, comparirà la prossima settimana davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, e dovrà difendersi dall’accusa di violenza sessuale, così come contestata dal sostituto procuratore Antonio Vicenzo Bartolozzi.

Il fatto

L’episodio risale a ormai due settimane fa, nella notte tra il 15 e il 16 luglio. La vittima, una ragazza faentina di poco più giovane dell’indagato, stava rincasando percorrendo la pista ciclopedonale di via Stradone in sella alla sua bicicletta. Era sola quando, passata da poco la mezzanotte, è stata intercettata dall’auto condotta dallo sconosciuto, il quale, scendendo dal mezzo l’ha bloccata e strattonata, riuscendo a palpeggiarla. La violenza sarebbe durata alcuni istanti, consentendo all’aggressore di palpeggiare la donna nonostante i suoi tentativi di sfuggire alla presa dell’aggressore. Finché, riuscita finalmente a scappare, ha trovato la forza di comporre il 112 e chiedere aiuto.

Sul posto si sono precipitati i carabinieri del Radiomobile, che hanno accompagnato la vittima in ospedale. Ai militari del Reparto operativo sono spettate poi le indagini con l’esame delle telecamere di sorveglianza presenti lungo i principali tratti stradali. Da queste verifiche, il giorno successivo alla denuncia sporta dalla ragazza, sono riusciti a risalire all’auto sospetta che li ha condotti a Imola, a casa del presunto molestatore. Portato in caserma, avrebbe ammesso le sue responsabilità seppure addossando parte della colpa all’erba fumata, mostrandosi pentito su quanto accaduto.

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