Faenza, nuovo ecografo all’ospedale


Nuova donazione all’ospedale manfredo da parte dell’associazione “Fiori d’acciaio”, da anni impegnata sul territorio per la prevenzione e la lotta del tumore al seno. Questa volta ad essere messo a disposizione di medici e personale sanitario è un ecografo di ultima generazione del valore di 35mila euro, cifra raccolta dall’associazione grazie a una raccolta fondi.
«Si tratta di uno strumento indispensabile sia per l’anestesista che per il chirurgo – spiega Annalisa Curcio, direttrice di Senologia a Forlì e Ravenna – perché sarà in grado di identificare anche lesioni non palpabili, sia in fase pre che intraoperatoria». Secondo i dati forniti dalla dottoressa, in Italia ogni anno sono 50mila i casi di tumore al seno e l’andamento è in crescita anche nella fascia più giovane. In Romagna il tasso di sopravvivenza a 5 anni si assesta sul 90%, superiore alla media nazionale (87%): «Quest’anno solo a Faenza sono stati eseguiti oltre 200 interventi di senologia, di cui 140 per patologia neoplastica».
Secondo Antonella Potalivo, direttrice dell’unità operativa di Rianimazione a Faenza, il nuovo ecografo consentirà anche di «ridurre i tempi operatori, il dolore e la degenza, oltre ad assicurare una maggiore qualità dell’anestesia».
Il successo della raccolta fondi di “Fiori d’acciaio” è solo l’ultimo in ordine di tempo: già negli anni precedenti grazie all’impegno dell’associazione erano state messe insieme decine di migliaia di euro, utili a dotare l’ospedale di strumenti all’avanguardia: «Un grande ringraziamento va alle nostre associate – afferma la presidente Patrizia Ruggeri – che spendono molto tempo e risorse personali. Nel periodo natalizio riprenderemo le nostre attività con la vendita di pandori e panettoni, mentre nel 2022 abbiamo in programma una nuova raccolta fondi per acquistare un mammografo a contrasto da donare alla diagnostica di senologia».
Alla cerimonia di consegna dell’ecografo era presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini: «Siamo sempre più orientati verso la presa in carico precoce di una patologia che resta la più frequente in ambito oncologico femminile. Gli investimenti in ambito ospedaliero e territoriale si devono giovare di una maggiore interazione tra sfera sanitaria e sfera socio-assistenziale. In questo, l’associazionismo è une delle nostre armi più forti, come dimostra concretamente la donazione di “Fiori d’acciaio”». In chiusura, da Donini anche una battuta sul Pnrr: «Una parte dei fondi consentirà agli ospedali di dotarsi anche di nuove strumentazioni. Ormai ce ne sono tante con una vetustà superiore ai 5 anni».

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