Faenza, nuove rivelazioni dagli scavi archeologici

Il fiume Lamone ha cambiato corso tra gli anni 500 e 1000: dalla zona di San Silvestro-San Pier Laguna si è trasferito nelle campagne di Reda, che esisteva già in età romana. Ora è certo: lo rivelano le analisi al Carbonio 14 su reperti organici (legni e materiale carbonizzato) inviati a Bruxelles di cui ora sono disponibili i risultati.
E’ questo uno degli studi più rilevanti, i cui dettagli saranno comunicati nell’ambito della terza edizione del Faentival, festival di archeologia partecipata al via oggi. La rassegna articolata in cinque convegni è legata al progetto “Faventia archeologia dei paesaggi” dedicato ai ritrovamenti, alla storia, alla produzione ceramica, alla geofisica del territorio, agli insediamenti e ai castelli nella bassa pianura faentina in età antica.

La prima campagna di ricognizioni si è svolta nel 2018 promossa dall’Università di Bologna, poi vi è stato uno stop a causa della pandemia, con la speranza però che il tutto possa riprendere nel 2022. A non fermarsi è stato il Faentival: anche lo scorso anno infatti furono divulgati i primi risultati delle ricognizioni da cui emerse una radicale trasformazione del paesaggio: da palude alluvionata dal fiume Lamone a fertile piana agricola. Direttore scientifico del progetto è Andrea Augenti, docente di archeologia medioevale dell’Università di Bologna (sede di Ravenna), il coordinamento scientifico è di Marco Cavallazzi, mentre sul campo operano gli archeologi Michela De Felicibus e Michele Abballe.

I cinque appuntamenti del Faentival di quest’anno, tutti in diretta streaming ( escluso quello in presenza del 20 dicembre alla sede del circolo Prometeo) verteranno sulla “Ceramica nella Romagna medioevale” relatrice Alice Ferrari (UniBo); su “Archeoantropologia- recuperare e analizzare le ossa umane” con Martina Vozzo (giovedì); su “Evoluzione della pianura faentina: dall’archeologia dei paesaggi alla geoarcheologia” con Michele Abballe (lunedì prossimo); su “Come avviare uno scavo archeologico” con Mila Bondi e Marco Cavallazzi (il 21). A concludere mercoledì 22 sarà Michela De Felicibus su “Come promuovere l’archeologia attraverso i social media”. In particolare durante la serata al Prometeo sono attese le nuove rivelazioni geoarcheologiche.
«Siamo riusciti a mandare campioni di materiale organico al Kik-Irpa di Bruxlelles – afferma Michele Abballe – per capire e datare le incredibili trasformazioni avvenute nel tempo in quest’area. Ebbene datazioni al carbonio 14, certificano una bonifica della pianura faentina in progressione. Il Lamone percorreva in età tardo antica la zona di San Silvestro- San Pier Laguna, in massima parte alluvionata e paludosa, per passare all’attuale ubicazione (Reda) tra gli anni 500 e 1000. Sicuramente vi furono insediamenti anche in area così malsana che contiamo di censire e scavare, se vi saranno fondi nei prossimi anni».
Reda in particolare pare esistesse già in epoca romana, prima ancora che il fiume cambiasse itinerario.

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