Faenza, Nott de’ Bisò verso nuovo rinvio del rogo

La Nott de’ Bisò, la spettacolare manifestazione di piazza del 5 gennaio che chiude l’anno del palio, ci sarà, ma sarà sicuramente un’edizione anomala. È quasi certo, seppure ancora non ufficiale, che non vi sarà il grande rogo del Niballo allo scoccare della mezzanotte e nemmeno cerimoniali in costume. In pratica verrà a mancare il principale richiamo dell’evento, a cui si legano tanti simbolismi, un rito seguito anche da visitatori provenienti da fuori Faenza in modo massiccio.

«Siamo in attesa della comunicazione delle modalità da parte del Comune in coordinamento con il prefetto che dovrebbe arrivare a giorni anche in merito all’andamento della pandemia e alle misure necessarie per garantire la sicurezza sanitaria», afferma Peter Caroli, capo rione del Nero, vincitore del palio di quest’anno. Proprio il rione Nero non potrà vedere il grande falò del fantoccio vestito con i suoi colori. «Il motivo per cui rogo diventa un problema – continua – sono gli assembramenti a ridosso delle transenne e oltretutto stando alle norme vigenti, la festa diventerebbe spettacolo, quindi con altre misure aggiuntive da applicare. Per esempio gli spettatori dovrebbero essere seduti, distanziati, andrebbero organizzati ingressi, controlli, insomma qualcosa di davvero difficile da realizzare».

Stand gastronomici

Funzioneranno gli stand gastronomici e la distribuzione del caldo vin brulè aromatizzato, e probabilmente vi sarà il lancio dei palloncini con i biglietti gratuiti del palio. In dubbio è anche l’intrattenimento musicale sul palco: si pensa di sostituirlo con l’impianto di diffusione sonora di cui è dotata la piazza, in collaborazione con una radio. «La Nott de’ Bisò – aggiunge Caroli – è per noi la principale fonte di sostentamento, grazie agli introiti derivati dalle cucine, senza il rogo di mezzanotte il rischio è che la piazza si svuoti presto, soprattutto se farà freddo». Però, già il fatto che la manifestazione non sia soppressa, come nel 2020, rincuora in parte tutti i rioni che vi intravedono un segnale di ripartenza seppure in forma modificata, di socialità e condivisione.

Gotti, vendita al via

Insieme al rogo del Niballo altro importante simbolo della Festa sono i gotti in ceramica, diversi ogni anno dei quali è già iniziata la vendita oggi e che potranno essere acquistati anche contattando le sedi rionali oltre che negli stand il giorno della festa. La vendita anticipata rappresenta un’opportunità per scegliere un originale regalo natalizio legato alle tradizioni. E crea anche un nuovo collegamento tra l’odierna Festa dell’Immacolata e l’Epifania: un mese in sostanza di eventi che in futuro si potrà valutare quale nuovo periodo di iniziative anche nei rioni come in giugno. Il servizio completo (brocca e sei gotti) sono prezzati a 110 euro, mentre il singolo gotto costa 13 euro. La decorazione scelta dal Comitato Palio, Museo Internazionale delle Ceramiche e ceramista Luciano Sangiorgi, è quella a “occhio di penna di pavone”, tema decorativo in uso a Faenza già nel XVI secolo, di riferimento orientale e anche cristiano, quale simbolo di resurrezione. Quindi particolarmente appropriato.

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