Faenza, niente Palio a giugno, si spera in settembre

Si fanno sempre più insistenti le voci intorno a un possibile annullamento del Palio e delle altre competizioni del Niballo anche per quest’anno: sarebbe il secondo stop consecutivo dopo quello del 2020. Il rinvio di ogni decisione riguardante lo svolgimento della manifestazioni non lascia ben sperare, come si intuisce dal dibattito immediatamente creatosi intorno alla notizia. Nella giornata di ieri, alle opinioni del mondo rionale si sono aggiunte le prime note politiche, provenienti dall’area civica di opposizione. «Pensiamo che annullare il Palio anche quest’anno sia una scelta sbagliata e deleteria per la nostra comunità – afferma Massimo Zoli, capogruppo di Per Faenza, supportato dai consiglieri di Insieme per Cambiare Paolo Cavina e Massimiliano Penazzi –. Il Palio è uno dei simboli della nostra città e, a nostro parere, dovrebbe essere anche simbolo della ripartenza per Faenza». Zoli ha più volte manifestato la propria posizione a favore delle riaperture e individua nella prossima estate un’occasione di rilancio per il centro storico: «Già lo scorso anno il caldo era servito ad alleviare la forza di contagio del virus – commenta –, quest’anno si sono aggiunti i vaccini e in tanti hanno ottenuto l’immunità per aver contratto il covid. Non è possibile pensare che a giugno o luglio si sia ancora in questa situazione. Il Palio si deve fare, spero che i Rioni lottino per far sì che la decisione vada in questa direzione». La doccia fredda sull’ipotesi di veder correre il Palio nella sua tradizionale collocazione alla quarta domenica di giugno arriva però da Nicolò Benedetti, noto sbandieratore del Rione Giallo e, come consigliere comunale nelle fila del Pd, presidente della Commissione II: «L’opzione di giugno è già scartata – dice – ma resta aperta la possibilità di fare qualcosa a settembre».

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