Faenza, la prof che non si arrende: “Basta con la dad, smettiamola di fare danni ai ragazzi”

Impegnata da ormai due anni nella battaglia per garantire lezioni in sicurezza e in presenza agli studenti, la professoressa Gloria Ghetti, co-fondatrice del comitato Priorità alla Scuola, insiste sulla sua linea argomentando il no al ritorno generalizzato in Dad. «I contagi sono schizzati in alto e il tracciamento è saltato quando le scuole erano chiuse – spiega – e questo dimostra come gli studenti in classe non siano il vero problema».

Secondo la docente di storia e filosofia del liceo Torricelli-Ballardini, le criticità sono invece emerse in seguito ai passi falsi del governo. «Il Ministro dell’istruzione – afferma – non avrebbe dovuto eliminare l’obbligo di distanziamento di almeno un metro e, soprattutto, avrebbe fatto ancora meglio a potenziare il tracciamento con corridoi specifici per la popolazione scolastica, oltre a prevedere la gratuità delle mascherine ffp2 per tutte le scuole e non solo quelle dell’infanzia».

Tra i temi sollevati, è specialmente il tracciamento dei contagi quello che scopre in maniera più evidente le falle gestionali: prima del Natale il governo aveva annunciato uno screening straordinario per il ritorno a scuola in piena sicurezza. Alla promessa, però, non ha fatto seguito l’azione. «Si era parlato persino di un intervento dei militari per mettere a punto lo screening – ricorda Ghetti – ma alla fine non è nemmeno stato avviato».

Ghetti rigetta con forza la richiesta di migliaia di presidi italiani di prolungare il ritorno fisico a scuola ricorrendo alla didattica a distanza fino alla fine del mese. «I dirigenti scolastici non sono stati certo messi nelle condizioni di lavorare al meglio – sostiene – ma piuttosto che l’ennesimo ritorno in dad dovrebbero chiedere maggiori risorse: difficile pensare che bastino due-tre settimane per risolvere le criticità che denunciamo da due anni. Per quale ragione nessuno chiede la chiusura di altre attività, ma sempre e solo la scuola? Capisco che gli studenti non votino né paghino ancora le tasse, ma l’istruzione è un diritto garantito costituzionalmente e Priorità alla Scuola non smetterà di insistere: le lezioni restino in presenza, i danni formativi e psicologici della dad sono già sotto gli occhi di tutti».

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