Faenza, la diocesi raccoglie i pareri dei cittadini. E ci sono 10 nuovi ragazzi in Seminario

Si è concluso nella Diocesi di Faenza-Modigliana il percorso iniziato in settembre del Cammino sinodale italiano e universale chiesto da Papa Francesco. La sintesi di quanto emerso è già stata inviata in Vaticano.
Domenica prossima il lavoro svolto sarà annunciato a tutti dal vescovo Mario Toso nell’ambito di una cerimonia in Duomo, alle ore 20, a cui si uniranno praticanti di altre confessioni cristiane (ortodossi, bizantini, protestanti) e rappresentanti dei Comuni della Diocesi.
Il vescovo è stato presente ieri al Seminario diocesano (nuova sede della Curia) insieme al vicario generale, don Michele Morandi e alla coordinatrice dell’équipe di lavoro, Alessandra Scalini, per stilare un’analisi del documento che ha coinvolto 36 parrocchie, 44 ambienti di vita e 30 organismi diocesani. Sono state ascoltate circa 2.500 persone (età media 45 anni), di ogni genere e condizione sociale, più di 100 i gruppi sinodali formati per raccogliere testimonianze, narrazioni di malati, operatori sanitari, credenti di altre religioni, artisti, scrittori, giornalisti, imprenditori, studenti, politici, famiglie, sportivi, sposati, divorziati, single e tante altre categorie fino a coprire l’intero panorama sociale.

Immenso il lavoro di discernimento del materiale raccolto da cui è emersa la sintesi conclusiva e i punti focali: «Un grande bisogno di relazioni, maggiori aspettative dalle liturgie, esigenze di informazione, necessità di una riqualificazione profonda nella chiesa». A parere del vescovo «tra gli obiettivi del percorso vi è stato di vedere cosa sta succedendo nella Chiesa, capire il modo di vivere della comunità e il suo stile di vita: se ne può dedurre che dall’autoreferenzialismo si passa alla corresponsabilità. E’ richiesta una spinta energica verso la società civile, una missione critica più accentuata, fonte di un nuovo umanesimo, dimostrando anche le inquietudini».
Alessandra Scalini ha voluto rimarcare come le persone hanno vissuto il Cammino sinodale: «Giovani e adulti hanno dialogato fornendo un contributo spesso critico, ma costruttivo».

Da due settimane, la Curia con i suoi uffici e la presenza fisica del vescovo si è trasferita dalla storica sede di piazza XI Febbraio (dietro il Duomo) nel complesso del Seminario, in viale Stradone: una struttura più recente, che ospita anche il biennio propedeutico di studi per diventare prima diaconi e poi sacerdoti.
Il complesso faentino ospita attualmente dieci “studenti” che hanno intrapreso il cammino per ricevere i sacri ordini ed è attualmente uno dei più frequentati d’Italia per quanto riguarda le nuove vocazioni. Da Bologna a Rimini è l’unico Seminario rimasto. Nella vecchia sede di piazza XI Febbraio si aprono così spazi che potranno essere in parte affittati e in parte adibiti ad un ampliamento del Museo Diocesano già presente, con creazione di un archivio accentrato del materiale proveniente dalla varie parrocchie estinte o in via di estinzione nell’intera diocesi.
«Vi è un patrimonio – ha commentato don Michele Morandi – che a volte si riferisce a mille anni di storia, che va conservato in un luogo idoneo, anche per essere consultato».

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