Faenza, inferno sul treno. In centinaia bloccati per ore a bordo senza aria condizionata

Bloccati per oltre tre ore nel treno fermo, senza aria condizionata, con una temperatura infernale e senza alcuna informazione su che cosa stessa accadendo. E’ una testimonianza choc quella raccontata da una turista tedesca, professoressa universitaria e archeologa, in vacanza a Brisighella per alcuni giorni, che sabato scorso aveva programmato di spostarsi in treno insieme al marito e al cagnolino fino a Modena per proseguire il soggiorno. Il regionale partito dalla città manfreda alle 16.41, è giunto a Bologna con diversi finestrini infranti dai passeggeri esausti, disidratati e inferociti sulla gestione di un’emergenza che – lamenta la testimone – non ha avuto alcun riscontro se non solo dopo ore. Nei social sta circolando ed è diventato virale un video che descrive i momenti di panico vissuti dai passeggeri.

L’incendio e il guasto

E’ Trenitalia a spiegare la genesi dell’incidente. Il binario sul quale viaggiava il convoglio è rimasto senza alimentazione in seguito a un incendio divampato a ridosso dei binari, proprio all’altezza del tratto in cui stava transitando il regionale. L’intervento dei vigili del fuoco non è stato semplice e ha provocato per circa un’ora, tra le 17.30 e le 18.20, l’interruzione completa della circolazione su entrambi i binari. Rimasti esclusi dalla rete elettrica, l’aria condizionata dei vagoni si è spenta. Per ragioni di sicurezza si è cercato di tenere i passeggeri a bordo, finché il caldo e l’attesa hanno reso inevitabile l’apertura delle porte. Ma il protrarsi dell’emergenza ha alimentato crisi e problemi respiratori patiti da persone e animali. L’odissea si è conclusa solo dopo l’arrivo di una locomotiva alimentata a diesel, che nella serata ha scortato il convoglio fino a Bologna. L’intervento della Protezione civile, richiesto dalla società delle Ferrovie, non è stato possibile se non una volta giunti a destinazione, dove è stata fornita l’assistenza ai passeggeri che avevano perso coincidenze, voli e prenotazioni.

La testimonianza

Un racconto dell’orrore quello della turista. Spiega che dopo un’iniziale apertura delle porte, quando i viaggiatori sono scesi sotto il sole cercando ombra fra i cespugli al lato della ferrovia, tutti sono stati fatti rientrare. «Dopo due ore e mezza di disinformazione e disidratazione, i passeggeri si sono rivoltati. Un ciclista ha trovato un attrezzo con il quale è riuscito ad aprire le porte del treno». E ancora: «Alcuni passeggeri sono corsi alla toilette per cercare acqua, tuttavia non potabile». «Il mio cagnolino Lucy annaspava, ero preoccupata per la sua salute». Le mascherine obbligatorie per le norme anti Covid, naturalmente, sono state le prime a saltare.

Una volta arrivati in stazione, «io e il mio compagno abbiamo dovuto rinunciare ai nostri piani iniziali …abbiamo pagato invano una notte di soggiorno e dovuto pernottare per dormire a Bologna». «Sono indignata per il modo in cui siamo stati trattati. Il treno è uno dei più bei modi di viaggiare, ma per convincere le persone di ciò, dovrebbero essere sicuri e confortevoli».

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