Sarà probabilmente il primo cantiere di edilizia residenziale di un certo spessore a partire a Faenza in epoca covid. Si tratta dell’urbanizzazione dell’orto Ghilana, in via Firenze, una delle aree (inizialmente erano 11, poi ridotte a 7 e infine solo 4 approvate) che tanto hanno fatto discutere la vecchia Amministrazione, proprio sul finire del mandato, quando la vicenda delle “manifestazioni di interesse edilizio” portò tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 allo scontro tra l’allora assessore all’urbanistica Domizio Piroddi e il sindaco Giovanni Malpezzi. Vicenda scaturita nelle dimissioni dell’assessore e nel passaggio di Faenza nel cuore all’opposizione, fino a produrre il candidato a sindaco poi sconfitto alle ultime elezioni, Paolo Cavina. Il dibattito fu acceso e vide pareri contrastanti.L’urbanizzazione più discussa fu proprio quella dell’Abi (Agenzia beni immobiliari Marino Cavallari) in via Firenze nell’orto della Ghilana: da 6 a 12 nuove abitazioni, compreso il recupero, per ricavarne appartamenti, dell’antica villa (ora in vendita), il cui nome si lega alla leggenda del fantasma della villa. Uno spettro “buono”, quello della contessina, che apparirebbe nelle notte di plemilunio e che sarebbe premonitore di fortuna. Il racconto in città lo conoscono in tanti e coinvolge addirittura Cesare Borgia quando nel 1501 cinse d’assedio Faenza. Il Valentino pare volesse assolutamente vedere la Ghilana ma pur seguendo le istruzioni non vi riuscì.

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