Faenza, il nodo della riqualificazione della Chiesa dei Servi

Si torna a parlare della Chiesa dei Servi: l’edificio, situato in pieno centro all’angolo tra corso Saffi e via Manfredi, è spesso citato come esempio di patrimonio pubblico da recuperare. Eppure la chiesa resta impalcata da lunghi anni e, al di là di proclami e dichiarazioni, non si è mai andati.

A riaccendere i riflettori sull’immobile ci pensa così l’associazione Italia Nostra: «Mentre si chiede all’amministrazione se esista un progetto e, in caso affermativo, quale sia il motivo del silenzio – afferma il consiglio direttivo –, si auspica che il problema venga portato alla discussione non solo delle forze politiche e del commercio, ma anche a settori più ampi, magari calandolo all’interno di un progetto complessivo della città con scelte di indirizzo opportunamente condivise».

Soldi da trovare

In passato si è vociferato di diverse opzioni senza però arrivare mai a un progetto ufficiale e definitivo, anche perché lo scoglio principale resta quello di natura economica: tre anni fa l’ex sindaco Giovanni Malpezzi disse che per recuperare i Servi sarebbero stati necessari dai 3,5 ai 4,5 milioni di euro. La cifra non sarebbe completamente coperta nemmeno dagli oltre 2,5 milioni che il Comune potrebbe incassare dalla vittoria di una causa in tribunale, non ancora giunta all’ultimo grado di giudizio: fu nel 2018 che il consiglio comunale impegnò la giunta a destinare tale somma alla rigenerazione della ex chiesa.

Mercato coperto o spazi culturali

Le ipotesi ventilate in passato hanno riguardato la creazione di una sorta di mercato coperto per i generi ortofrutticoli ma anche la destinazione a finalità culturali: uno sbocco, quest’ultimo, che sembrerebbe naturale, visto che l’adiacente Biblioteca Manfrediana condivide con la Chiesa dei Servi l’area del chiostro interno, che necessita in maniera evidente di interventi di recupero.

Colloqui in corso

Insomma, la soluzione appare ancora distante, ma il sindaco Massimo Isola ribadisce l’intenzione dell’amministrazione di riportare i Servi a una condizione di fruibilità.

«La questione – spiega in proposito il primo cittadino – non è semplice. C’è stato qualche mese di stallo dovuto agli avvicendamenti al vertice della Soprintendenza provinciale: dalla nomina di Lisa Lambusier non abbiamo aspettato nemmeno un minuto e con lei ho già avuto diversi colloqui. La Chiesa dei Servi è uno spazio con una storia importante e qualsiasi progetto che vi andremo a realizzare dovrà nascere attraverso il dialogo con la Soprintendenza. Allo stesso tempo, vista l’importanza dell’immobile, è stato avviato un confronto ai massimi livelli con la Regione».

Idee al vaglio

Sull’entità dei progetti al vaglio Isola non si sbilancia: «Nel corso dei mesi sono apparse idee sia di dimensione commerciale che culturale – prosegue –. Ora stiamo monitorando le possibilità, cerchiamo di capire quale sia la soluzione più sostenibile non solo dal punto di vista economico ma anche da quello dei contenuti, che dovranno essere conformi alla storia architettonica e sociale dell’edificio».

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