La conferma di Eugenio Maria Emiliani alla presidenza della Fondazione Mic è arrivata proprio mentre il Museo affronta la seconda chiusura dell’anno dovuta alla situazione pandemica: un periodo complesso che porterà con sé diverse conseguenze anche quando si potrà procedere con la riapertura. «Al momento – spiega Emiliani – non vediamo una soluzione a breve termine; l’impressione è che la chiusura si prolungherà per il periodo invernale, Natale compreso». La serrata ha danneggiato il Mic soprattutto per quanto riguarda le entrate dirette ricavate dalla vendita dei biglietti ed il netto calo del turismo a Faenza durante i mesi estivi ha fatto il resto: «Quest’anno i visitatori sono arrivati in misura molto limitata – prosegue Emiliani –, specialmente a inizio anno per Picasso e poi a ottobre, con l’inaugurazione della mostra di Alfonso Leoni. Sia il Comune che il Ministero hanno messo a disposizione somme per i mancati ingressi che ci consentiranno di chiudere in pareggio il bilancio di quest’anno. Ma il vero timore è che il pubblico si distacchi se questa situazione dovesse continuare a lungo».

Futuro incerto

Se i conti del museo risultano al sicuro, sono però sulla soglia dell’annullamento due grandi eventi che già hanno subito un rinvio: Argillà e il Premio Faenza. D’altra parte anche il sindaco Massimo Isola nei giorni scorsi aveva parlato del 2021 come di un anno di transizione per il Mic, e le parole di Emiliani confermano le considerazioni del primo cittadino. «A inizio dicembre sarà presentato all’assemblea dei soci il preventivo per il 2021, che purtroppo non prevede eventi internazionali. Sia Argillà che il Premio Faenza dovrebbero quindi passare all’anno successivo». Per la programmazione del 2021 sono comunque allo studio varie ipotesi alternative con le quali mantenere viva l’attività del museo: in questo senso è già stata annunciata un paio di settimane la proroga della mostra di Leoni fino al 13 giugno. «Inoltre – aggiunge ancora Emiliani – se a giugno ci saranno le condizioni partirà una mostra su Nino Caruso, già pronta e allestita in Giappone nel 2019. A fine 2021 vorremmo poi organizzare un’esposizione delle opere del Mic con pezzi provenienti dagli archivi che si sono visti di rado. Puntiamo a contenere i costi perché per il 2021 prevediamo un’affluenza di visitatori più bassa rispetto a quella degli ultimi anni».

Infine, anche nella collezione permanente arriveranno alcune novità: per maggio è prevista l’inaugurazione di una nuova sezione dedicata al design industriale, che dovrebbe andare a collocarsi nell’area del seminterrato dove attualmente sono esposte le ceramiche popolari sacre.

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