Faenza, il cane Ivan ritrova la mamma: anche lei era stata abbandonata

Dopo settimane di quella che può essere definita come una vera propria depressione canina, Ivan, il molosso di razza dogue de Bordeaux che era stato abbandonato legato a un tavolino del Clan Destino, in viale Baccarini, lo scorso 24 giugno, si è ricongiunto con la propria madre, Angel.
Anche lei, come spiegato da Enpa Faenza, era stata abbandonata dalla stessa persona che aveva voluto liberarsi di Ivan, una donna originaria dell’Europa dell’est e residente in un una località della riviera, già raggiunta per quell’episodio da un avviso di garanzia.
Angel è stata rintracciata in una città della provincia di Forlì-Cesena, ma potrebbe non essere finita qui: stando a quanto appreso dall’associazione animalista, vi sarebbe anche un terzo cane riconducibile alla stessa persona. Resta quindi da chiarire quale sia stato il destino del dogue de Bordeaux mancante all’appello: nel frattempo in Procura a Ravenna è stato aperto un fascicolo per abbandono di animale. Ad occuparsene è il sostituto procuratore Monica Gargiulo.
Enpa Faenza, che ha riunito madre e figlio a quattro zampe nel Rifugio del cane di via Plicca, non manca di rinnovare il proprio ringraziamento nei confronti della Polizia locale dell’Unione della Romagna faentina, che con il commissario Eros Zalambani aveva dato il via alle ricerche che avevano condotto a identificare l’autrice dell’abbandono.
Allora erano state decisive le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi della stazione ferroviaria manfreda, mentre per rintracciare Angel è stata necessaria una ricerca ancora più capillare.
«Questo – spiega Maria Teresa Ravaioli, presidente di Enpa Faenza – è uno dei casi di abbandono più eclatanti che ci siano capitati di recente. Ivan era sottopeso di quasi dieci chilogrammi, ma da quando è stata ritrovata Angel ne ha già recuperati cinque. Quando ha visto sua madre, Ivan sembrava non crederci dalla felicità e quasi da subito ha iniziato a mangiare di gusto».

Commenti

  1. Finalmente un lieto fine di una vicenda che sarebbe potuta diventare una tragedia. Grazie a Michele Donati, sempre attento e preciso, per l’articolo e grazie naturalmente a: Enpa, avv Gargiulo, commissario Zalambani.

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