Faenza, idee per riqualificare Chiesa dei Servi, Terme, colonia di Castel Raniero

Si è conclusa la fase partecipativa per l’elaborazione del Piano urbanistico generale dell’Unione della Romagna faentina: i dieci mesi lungo i quali si è snodato il dialogo tra istituzioni e cittadini hanno visto coinvolgere circa un migliaio di persone.
Andando nello specifico, 150 tra residenti e studenti hanno partecipato ad attività laboratoriali, mentre altri 130, selezionati in rappresentanza dei sei territori dell’Urf, hanno preso parte a gruppi di lavoro per categorie specifiche. 730, infine, i contributi raccolti presso coloro che hanno risposto al questionario online.
L’itinerario verso l’approvazione definitiva proseguirà probabilmente sino alla fine dell’anno: il voto del consiglio dell’Urf è infatti previsto entro il 31 dicembre 2022.

Il quadro che emerge è quello di molteplici mappature di luoghi e temi su cui la cittadinanza dell’Unione chiede di mantenere alta l’attenzione: secondo i dati riportati da Federica Drei del Servizio urbanistica e Lucio Angelini, dirigente del Settore territorio, lo spazio cittadino che ha ricevuto il maggior numero di segnalazioni, anche in ottica di una sua rigenerazione, è quello dell’ex Chiesa dei Servi, a fianco della Biblioteca Manfrediana. Un luogo su cui l’amministrazione faentina ha già esplicitato a più riprese di voler intervenire con investimenti milionari, anche attingendo a fondi strutturali europei, per un progetto di recupero che dovrebbe sfociare proprio nell’integrazione tra chiesa e biblioteca.
«A chiederlo – precisa Drei – sono diversi fra coloro che hanno seguito il percorso di partecipazione, che in alcuni casi propongono anche la realizzazione di una sala studio».

Uscendo dai confini manfredi, per ovvie ragioni numeriche i più rappresentati nelle mappe esposte, si riscontra l’esigenza di rigenerazione anche per spazi quali i Portici di Castel Bolognese e le Terme di Brisighella.
Un luogo che gli interpellati definiscono sia «identitario» che bisognoso di recupero, l’unico tra gli oltre 250 segnalati, è poi la colonia di Castel Raniero, anch’essa al centro di un progetto di ristrutturazione e riqualificazione grazie a un contributo da 3 milioni e 750mila euro stanziato dal Ministero dei beni culturali.
Colline, calanchi, Vena del Gesso e spazi verdi in generale sono altri luoghi per cui gli abitanti dell’Urf hanno espresso particolare apprezzamento, mentre viene avvertita anche una necessità di intervento sulle urbanizzazioni incompiute.

A commentare i risultati del percorso partecipativo per il comune di Faenza è l’assessore all’urbanistica, Luca Ortolani: «Con il Pnrr ci stiamo muovendo in maniera coerente proprio verso i luoghi evidenziati dal confronto con i cittadini – afferma –. Sulle urbanizzazioni incompiute restano possibilità di espansione significative, che andranno coniugate con la necessità di azzerare il consumo di suolo».
La stessa riflessione è valida per colline e Vena del Gesso: «La vera sfida – conclude Ortolani – sarà sposare l’accessibilità a questi luoghi tramite infrastrutture per la mobilità dolce con la tutela dell’ambiente».

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