Faenza: graffi a scuola nel braccio di un bimbo. Maestra condannata

Ha negato di avere afferrato i piccoli per i polsi. Quelli – ha ripetuto – «non erano bambini educati». Le accuse dei genitori nei suoi confronti le ha bollate come «minacce»; i provvedimenti disciplinari della preside, invece, «un comportamento da stalking». Ecco perché in appena cinque mesi di supplenza ha alternato le ore in classe con le chiamate all’avvocato per far partire raffiche di denunce nei confronti di tutti: colleghi e famiglie. Alla fine, l’unica a essere condannata è stata lei, Carmela D’Argento, maestra 41enne originaria del Foggiano e supplente in una scuola dell’infanzia di Faenza tra gennaio e maggio del 2019. Ieri il giudice monocratico Cecilia Calandra l’ha riconosciuta colpevole di abuso di mezzi di correzione e lesioni personali, reati che le sono costati 6 mesi (con pena sospesa). Un esito inferiore alla «condanna esemplare» di un anno e mezzo chiesta dal vice procuratore onorario Pietro Plachesi al termine della requisitoria, rimarcando le «contraddizioni» nei racconti della stessa imputata e insistendo affinché «seppure incensurata», non le fossero concesse le attenuanti generiche, perché «le bugie hanno le gambe corte» e «l’uso della violenza non può essere giustificato». Un comportamento che – per l’accusa – ha fatto sì che i bambini «abbiano subito un pericolo nel corpo e nella mente, e lesioni in un episodio».

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