Faenza, gli inquirenti indagano sul compenso per il killer

Quanto poteva valere la vita di Ilenia Fabbri? E quale può essere stato il prezzo pagato per la sua morte? All’indomani dell’arresto dell’ex marito Claudio Nanni e dell’amico Pierluigi Barbieri, considerati il mandante e l’esecutore dell’omicidio della 46enne faentina, il compenso per il killer è uno dei tanti aspetti che gli uomini della Squadra mobile (coordinati dal procuratore capo Daniele Barberini e dal sostituto procuratore Angela Scorza) stanno cercando di ricostruire. “Difficile risalire a una movimentazione di denaro e quantificare al momento quanto fosse stato pattuito per commettere il delitto” afferma Barberini. Ma gli inquirenti ipotizzano una cifra non alta. D’altronde nei meandri del dark web esistono siti con precisi tariffari per servizi del genere, con cifre variabili tra i 300 e 2mila euro per un’aggressione fino a 5mila euro per far uccidere un’ex moglie o un ex marito; somme ovviamente destinate a salire nel caso in cui le persone da colpire non siano persone comuni ma gente in vista o protetta da guardie del corpo. La convinzione di chi indaga sull’omicidio di Faenza è però suffragata da elementi più concreti rispetto a quanto circola nei bassifondi di internet, convinzioni legate al passato e al curriculum di picchiatore di Barbieri. Di recente infatti il 53enne nato a Cervia ma residente nel Reggiano è stato condannato in primo grado in abbreviato a 5 anni e 4 mesi per il pestaggio ai danni di un disabile a Predappio all’inizio del 2020; in compagnia di altre tre persone, tra cui un avvocato ravennate, era stato arrestato per la spedizione punitiva contro colui che, secondo quanto ricostruito dalle indagini, all’ultimo minuto si era sfilato da un piano per un furto di materiale ferroso. Il gruppo era andato così a casa dell’uomo per farsi “rimborsare”. Tutto questo, per 500 euro.

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