Faenza, furti e danni all’ex scuola materna di Cosina

Da anni l’ex scuola materna di Cosina causa non pochi grattacapi al Comune. Oltre dieci anni fa, con la cessazione delle attività didattiche, si provò a venderla ma le aste andarono deserte e così, nel 2011, venne riconvertita per l’accoglienza di migranti e in seguito, terminata l’emergenza, fu destinata a ospitare nuclei familiari bisognosi.
Ma anche in questo caso non erano cessate le lamentele di alcuni residenti, preoccupati dal destino di un immobile che, visto anche lo stato di degrado, rischiava di diventare ricettacolo di disagi vari.
E infatti vi si sono verificati anche episodi di furto di lattoneria rame, che di recente hanno determinato il formarsi di infiltrazioni, con esiti dannosi per le travi in legno e il controsoffitto.
Ora l’ex scuola materna verrà ristrutturata con investimento di 65mila euro deliberato dalla giunta comunale, ma il capogruppo di Fratelli d’Italia, Stefano Bertozzi, già intervenuto sul tema in passato riportando segnalazioni ricevute da residenti della zona, vuole vederci chiaro e intende chiedere conto all’Amministrazione comunale dei furti avvenuti all’interno dell’edificio.

Per questo il consigliere di opposizione ha depositato un’interrogazione che verrà presentata nel corso del prossimo consiglio comunale: «Questo episodio reca un danno economico all’amministrazione comunale e merita di essere approfondito – afferma –. È necessario capire se sono state avviate attività di indagine e se queste hanno portato a individuare responsabilità in capo alle persone ospitate o se il furto sia da ascriversi a soggetti terzi estranei».
L’interrogativo nasce dal fatto che, come ricorda lo stesso Bertozzi, «l’ex scuola materna è stata già oggetto di precedenti interrogazioni collegate alla difficile convivenza tra i residenti faentini e le famiglie, spesso di etnia rom, inserite nella struttura».

Inoltre, il capogruppo di Fratelli d’Italia vuole sapere «a quanto ammontano, sul totale a base dell’appalto, i lavori che sono conseguenza del furto delle lattonerie». Insomma, capire se si tratti di una spesa secondaria o se proprio i furti siano all’origine dei danni più ingenti. «Nell’attesa di fare chiarezza sui fatti e auspicando davvero che il furto non sia in alcun modo ascrivibile agli ospiti della struttura o a persone a loro collegate – conclude Bertozzi – ribadiamo a gran voce la necessità di una più incisiva azione di contrasto di questi fenomeni di microcriminalità che stanno creando preoccupazione nella cittadinanza, ingenerando nell’opinione pubblica la convinzione che questa stia diventando la normalità».

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