Faenza, figurina per Bruno Neri. Il calciatore che sfidò il regime

Una figurina per ricordare un calciatore di talento, ma passato alla storia soprattutto per il suo coraggio. Si tratta di Bruno Neri, a cui è intitolato anche lo stadio di Faenza, capace di arrivare a giocare in nazionale, ma celebre più che per un gol per un gesto: quel saluto romano che si rifiutò di fare nel 1931 di fronte ai gerarchi fascisti arrivati nel nuovo stadio di Firenze per assistere alla partita della nazionale che di lì a poco sarebbe diventata per due volte campione del mondo con Piola, Meazza e altri campioni.
L’iniziativa è a cura del Mei e di Figurine Forever e per comprarla al costo di 5 euro è possibile consultare il sito. Link: https://figurineforever.com/2021/04/07/celebrative-sticker-10-bruno-neri/?fbclid=IwAR2h5x6tXMo5T4XwMfKI9IoAXPF3niUqKK-kOX8Bo4Hw3fxZ-A99fIntnYc .

L’intero ricavato dalla vendita di questa Celebrative Sticker sarà destinato alla campagna internazionale “Adotta con La Figurina” allo scopo di sostenere le adozioni a distanza presso il Villaggio Mondobimbi a Tulear, Madagascar.


La storia


Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, la carriera sportiva di Neri parte dalla città natale Faenza e prosegue con una breve apparizione al Livorno fino ai grandi club, la Fiorentina per 7 anni, il Torino per 3 anni, con un intermezzo alla Lucchese che nel 1936/37 militava in Serie A. Proprio il periodo in Toscana è ricordato anche per le tre presenze in nazionale. Poi il dramma della guerra e la sua scelta di campo che gli costò la vita. La sua vicinanza agli ambienti anti fascisti lo portò a partecipare alla lotta partigiana, come vice comandante della Brigata Ravenna, la sua passione per il calcio seppe resistere anche ai dolori ed orrori della guerra, tanto che Neri prese parte al campionato di Alta Italia del 1944 con la maglia del “suo” Faenza.

Bruno Neri è morto il 10 luglio 1944, durante uno scontro a fuoco con i nazisti, nei pressi dell’Eremo di Gamogna sull’Appennino. «Ci piace ripetere che le nostre figurine solidali non hanno solo lo scopo di raccogliere fondi ma anche quello di ricordare, di sensibilizzare, di sostenere come in questo caso la memoria storica. Al tempo stesso – scrivono gli ideatori dell’iniziativa – ci piace immaginare, creare delle storie alternative, per questo motivo abbiamo realizzato la figurina di Bruno Neri come calciatore della nazionale ai mondiali di Francia 1938, vinti dagli azzurri. La maglia azzurra che vedete nella foto è realmente la sua ed è custodita presso il Museo del Grande Torino».

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