Faenza, fabbricato da abbattere e poi ricostruire

Entro la fine dell’anno i sette assegnatari degli alloggi in via Ponte Romano 30, uno degli otto fabbricati adibiti a edilizia residenziale pubblica, dovranno trasferirsi in altre sedi: il progetto di riqualificazione dell’immobile, composto da otto appartamenti, si è infatti aggiudicato un finanziamento Pnrr da 1 milione e 140mila euro e all’inizio del 2023 si dovrà procedere con l’abbattimento del fabbricato per poi dare seguito ai successivi lavori. Il costo complessivo dell’operazione ammonta a 1 milione e 357mila euro: di questi, 851mila serviranno, come riporta la relazione tecnica del progetto definitivo, «per soli lavori di demolizione e successiva ricostruzione con conseguente adeguamento e miglioramento della prestazione energetica del fabbricato».
In stato di fatiscenza
Da tempo si attendeva l’occasione opportuna per mettere mano all’edificio, che versa in stato di fatiscenza e, essendo stato costruito nel secondo dopoguerra, presenta elementi strutturali ormai obsoleti: nella relazione tecnica, ad esempio, si fa notare come gli appartamenti siano «di dimensioni ridotte, inferiori agli standard abitativi» e «non accessibili a portatori di handicap per la presenza di barriere architettoniche», con «un impianto distributivo degli alloggi non funzionale».
Quanto allo stato manutentivo generale, lo si qualifica come «assai scadente», mentre «dall’analisi energetica dei fabbricati si evince una grave inadeguatezza degli stessi».
I residenti
Insomma, l’occasione attesa è arrivata con il Pnrr, ma in queste settimane bisognerà risolvere la questione dei trasferimenti: «Stiamo dialogando con gli assegnatari degli alloggi per trovare le soluzioni idonee alle loro esigenze – spiega Davide Agresti, assessore alle Politiche sociali –. I lavori dovrebbero partire nella primavera del 2023, quindi le persone coinvolte dovranno stare nei nuovi alloggi almeno fino al 2024, con la possibilità di rimanere anche successivamente, a cantiere ultimato, nel caso lo preferissero. Sappiamo che si tratta di un disagio, cercheremo di andare incontro a tutti».
Il dialogo, assicura Agresti, è aperto, specialmente per risolvere le criticità manifestate da alcuni dei residenti in merito a accessibilità e spostamenti.
Gli altri fabbricati
E gli altri sette fabbricati della zona, anch’essi destinati a edilizia pubblica? Se la cifra per la riqualificazione di uno solo si aggira di poco al di sotto del milione e mezzo di euro, è facile comprendere come una operazione più ampia su tutti gli immobili risulterebbe proibitiva per le casse del Comune. In ogni caso, altri due fabbricati sono già stati, negli ultimi anni, oggetto di interventi di adeguamento.
Ne resterebbero, quindi, altri cinque: «L’immobile su cui andremo ad agire – commenta in proposito l’assessore comunale Agresti – era quello che secondo gli studi ingegneristici presentava le criticità maggiori, la scelta è stata fatta sulla base di un bisogno oggettivo e cogliendo una opportunità estemporanea, quella del Pnrr. Naturalmente in futuro, se fosse possibile, ci piacerebbe poter cogliere altre occasioni simili».

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