Faenza, ecco i soldi per riqualificare Villa Orestina

Ancora finanziamenti per il recupero e la messa in sicurezza di immobili del Comune: dopo l’ufficialità dei fondi Pnrr per Palazzo del Podestà e palestra della Cavallerizza e l’annuncio relativo all’ex Chiesa dei Servi, questa volta è il turno di Villa Orestina.
L’immobile, che per volontà testamentaria della proprietaria Alba Ghetti Bubani fu lasciato in eredità al Comune alla fine degli anni ‘90, è immerso nel verde delle prime colline faentine ed è oggi utilizzato dalla Fondazione Caldesi per corsi e formazione in ambito agrario e di verde ornamentale.
Il progetto presentato dall’Unione della Romagna Faentina per lavori di restauro e risanamento conservativo della villa si è classificato secondo nella graduatoria del bando Gal – L’altra Romagna “Programma di sviluppo rurale Regione Emilia-Romagna 2014-20 Misura 19” aggiudicandosi così un finanziamento pari a 343.786 euro.
Ancora stretto il riserbo su quali prospettive future si apriranno per l’immobile, ma alcune informazioni iniziano a filtrare: una certezza è che Villa Orestina non potrà in ogni caso prescindere dalle attività messe in campo dalla Fondazione Caldesi, come conferma lo stesso presidente Eraldo Tura.

«La Fondazione – spiega – continuerà ad occuparsi di formazione ma si amplificherà la dimensione di lavoro di squadra, come avvenuto per l’elaborazione del progetto. Per quanto ci riguarda, pensiamo a un inserimento di piante aromatiche e officinali per una produzione biologica».
Ma Villa Orestina potrebbe diventare molto di più, andando ad accogliere diverse realtà con il denominatore comune della vocazione ambientale: oltre a uno spiccato coinvolgimento del Ceas – Centro educazione alla sostenibilità, che nell’edificio ha già la propria sede operativa e ha giocato un ruolo di primo piano nell’elaborazione del progetto, si parla anche di un possibile trasferimento nella villa della sede del Parco del gesso, reso possibile dall’ingresso del comune manfredo nell’ente di gestione.

E infatti già ad ottobre, presentando la novità, il sindaco Massimo Isola aveva accennato a Villa Orestina come ideale “porta d’ingresso” faentina al Parco.
Tra tante ipotesi, un dato che appare piuttosto sicuro è che non saranno sufficienti i quasi 350mila euro del Gal per completare in modo definitivo il recupero della villa e sarà necessario reperire ulteriori finanziamenti, ricalcando in misura ridotta quanto accadrà anche per l’altro immobile delle colline destinato a rigenerazione, la colonia di Castel Raniero.

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